Le Dolci Operaie

Indirizzo: Via Giovanni XXII 9 – 13031 Arborio (VC)
Telefono: 3487656842
Fax:
E-mail: info@ladolcioperaie.com
Sito internet: ledolcioperaie.com

Proprietario: Pablo Morlacchi
Possibilità di visitare l’azienda (si o no; se sì indicare in quali giorni): si sempre
Eventuali strutture ricettive (tipologia e n° posti): 1 sala riunioni
Descrizione del nucleo famigliare e loro coinvolgimento nelle attività agricole (descrizione sintetica): Mia moglie ed io facciamo tutto. Mio suocero ci da una mano in officina, nel caso si rompa qualcosa…

Estensione terreni (ha): 10
Tipo di conduzione (proprietà/affitto/altro): affitto per apicoltura bio sostenibile
Eventuali società di certificazione: Bioagricert per la certificazione biologica del miele
Eventuale laboratorio di analisi utilizzato: Fondazione Fojanini di Sondrio, per le analisi melisso-palinologiche dei diversi mieli prodotti;. laboratorio di analisi dell’ente Bioagricert per le analisi del miele volte alla certificazione biologica; CRA-Api di bologna per eventuali ulteriori analisi di cera e/o miele.

Consulenti:
Lavoratori fissi (indicare il numero): 2, mia moglie ed io
Lavoratori stagionali (indicare il numero): 2/3, uno per i trasporti notturni delle arnie ed uno o due stagisti dell’Istituto Agrario di Vercelli per la smielatura ed altro, tra giugno e agosto
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori fissi:
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori stagionali: Voucher
Ricorso a lavoro interinale (si o no, frequenza):

Numero totale di kg prodotti (mediamente): 60-70 q.li
Vendita diretta in azienda (specificare si o no): si
Vendita nella media e/o grande distribuzione (specificare si o no e se si in quali catene): no
Totale vendite ultimo anno (solo miele, fatturato e vendita diretta): 35 mila euro, di cui circa 5 mila con la vendita diretta

Una breve storia dell’azienda: 2 arnie per hobby nel 2007, una passione crescente e una deriva centrifuga dalla “civiltà” metropolitana ci hanno portato ad allevare oggi 300 alveari, condotti rigorosamente in modo biologico fin dall’inizio e oggi anche certificato. La crescita è ancora in corso.

Cenni storici e geografici sul territorio (informazioni sintetiche): Arborio si trova al confine sud orientale di un’antica brughiera nota come “baraggia”, dove il terreno e’ caratterizzato da uno strato di argilla dura a circa 40 cm di profondita’ tale da rendere la zona ottima per l’attivita’ risicola. Per il resto la vegetazione spontanea è rappresentata da boschi naturali di ciliegi, salici, betulle, roveri e acacia, il che’ rende il territorio molto valido per lo sviluppo delle arnie in primavera e successivamente per la produzione di miele d’acacia. Talvolta salta fuori anche del miele di rovo; in estate si raccoglie polline millefiori e qualche goccia di miele di erica di brughiera.

Condizioni ambientali del posto e dell’area di produzione (eventuali rischi ambientali): La convivenza con le risaie e’ più o meno pacifica, ossia la produzione di riso non danneggia in alcun modo l’ape e ne rispetta le zone di bottinaggio, creando con i suoi dedali di rogge e torrenti importanti corridoi ecologici ricchi di flora spontanea nettarifera, come il salice, la robinia, l’edera, la Solidago, la flora primaverile di prati incolti e quella autunnale delle rive del fiume Sesia.

Come sempre, l’agricoltore cosciente rispetta l’agroecosistema, ma gli individui incoscienti sono capaci di creare parecchi danni.

I miei principi e idealità di produttore: Abbiamo iniziato l’attivita’ per gioco e abbiamo imparato fin da subito a rispettare l’alveare e a riconoscerlo come un superorganismo forte e sensibile allo stesso tempo, dotato di propri equilibri e in equilibrio con l’ambiente esterno.

Forti di queste considerazioni abbiamo sempre posto l’ape al centro del nostro allevamento, riuscendo cosi’ a ottenere famiglie d’api sane e buoni raccolti.

La mia opinione sull’utilizzo di OGM: Come apicoltore mi preoccupa l’uso di Ogm per l’eventuale contaminazione di miele e polline, per la ricaduta sulla salute delle famiglie d’api e per lo sconvolgimento dell’intero agroecosistema.

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