Cascina ‘Tavijn

Indirizzo: FRAZ. MONTEROVERE 10 – SCURZOLENGO (ASTI)
Telefono: 0141 203187
Fax: 0141 203187
E-mail: info@cascinatavijn.it
Sito internet: www.cascinatavijn.it

Proprietario: NADIA VERRUA
Possibilità di visitare l’azienda (si o no; se sì indicare in quali giorni): sempre su preavviso telefonico
Eventuali strutture ricettive (tipologia e n° posti): NO

Superficie coltivata totale (ettari): 11 Ha
Superficie coltivata a vigneto: 5 Ha
Altre colture (quali): NOCCIOLO
Eventuali prodotti acquistabili in azienda: NOCCIOLE
Proprietà dei terreni (se una parte in affitto, specificarne l’estensione) : SI

Enologo o responsabile di cantina (se consulente, specificarlo): NADIA VERRUA, ROSSI MARIA TERESA e l’enologo MARIO REDOGLIA
Agronomo o responsabile conduzione agricola (se consulente, specificarlo) : OTTAVIO VERRUA, MARIA TERESA ROSSI
Lavoratori fissi (indicare il numero): 2
Lavoratori stagionali (indicare il numero): 1
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori fissi: TITOLARE e COADIUVANTE
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori stagionali: ASSUNZIONE STAGIONALE
Ricorso a lavoro interinale (si o no, frequenza): NO

Vini prodotti (Denominazione e cru o nome di fantasia):
GRIGNOLINO D’ASTI
BARBERA D’ASTI
BARBERA DEL MONFERRATO
RUCHE’ DI CASTAGNOLE MONFERRATO
MONFERRATO ROSSO

Numero totale di bottiglie prodotte (mediamente): 20.000
Vendita diretta in azienda (specificare si o no): SI
Vendita nella media e/o grande distribuzione (specificare si o no e se si  in quali catene): STEFANO SARFATI (TEL. 02 58310687)
Totale vendite ultimo anno (solo vino, fatturato e vendita diretta): DA 50,000 A 80,000 €

Una breve storia dell’azienda:  Come baciare il vento
Questo è viaggio tra cocciuti dalle maniche rimboccate e dal sorriso aperto. Quando entriamo nella piccola cascina è tutta al femminile l’azienda agricola Tavijn di Scurzolengo, soffio di collina a due passi da Asti. Sovversive, donne, altro che Sovversivi del gusto. Nadia Verrua, vignaiola trentenne è nella corte, nel cortile, curiosamente alle prese con le nocciole: primo raccolto di tre ettari di noccioleto acquistato da poco. Basso Monferrato,Piemonte, terra da vino, tra boschetti da tartufo. La madre, Maria Teresa Rossi, scuote la testa. Le sorelle di Nadia, Luigina e Daniela, danno una mano. Ottavio, Ottavino, Tavijn, il padre col nome del bisnonno da cui è nato quello dell’azienda, è andato alla centodiciasettesima fiera bovina, a Portacomaro. Lo incontriamo più tardi: niente di buono, solo due buoi meritavano.
Ma poi si accende di una passione inattesa per il suo Grignolino: “a bene anche ai malati, a bottiglie lo abbiamo dato ai vitelli, é l’unico vino che berresti quando hai l’influenza…”.
Nadia Verrua è quarta generazione di vignaioli, ma prima a imbottigliare, convinta della scelta naturale, uve biologiche in conversione. Cento anni compie la cantina, la stessa età delle botti grandi. Non volevano i genitori di Nadia che lei, finalmente accompagnata agli studi come le altre sorelle, entrasse nel vino, finisse nella terra. Vengono dal mondo contadino di Fenoglio i Verrua, dall’infanzia a fare i lavori in campo, mica roba da signori. Eppure Nadia li ha fatti un po’ signori, ha ridato al mestiere della terra la dignità di voler fare vini buoni, naturali, autentici, con tanto di etichetta, di storia.  Ha reso i vini consapevoli. “Vorrei avessero una personalità”, dice. Ce l’hanno eccome: Barbera, Ruché, vitigno autoctono riscoperto a Castagnole Monferrato, Zanel, che è altro vitigno dimenticato e che nessuno vuole prendersi la briga di riportare in vita e soprattutto il Grignolino, quello buono, coi profumi che riportano alle sere nebbiose, alle sorsate lunghe, a baciare il vento, come scrive con grande efficacia la scrittrice piemontese Enza Cavallero. Se non si viene qui in questa comunità d’intenti, in questo luogo d’orgoglio per il vino buono, riuscito, non si può capire quanto può essere potente, buono, intenso, un vino dimenticato come il Grignolino. Strappa il sorriso. E’ vino da amici. Da gente per bene. Giriamo l’occhio indietro nel tempo, per cercare di capire cosa fosse questa terra, Scurzolengo, da cui la gente è scappata per diventare rinomati macellai a Torino, per dare braccia alla Fiat, per diventare ferrovieri. Oggi le maniche si rimboccano su nuove braccia. E tornano. Come baciare il vento.
Michele Marziani e pubblicata sul libro I Sovversivi del Gusto, edito da NdA, 2008

I miei principi e idealità di produttore:

La mia opinione sull’utilizzo di OGM: CONTRO

Comments are closed.