Podere Ranieri

Indirizzo: loc. Le Case Vivoli – 58024 – Massa Marittima (GR)
Telefono: 328.63.91.340
Fax:
E-mail: micheleranieri@gmail.com
Sito internet: www.podereranieri.it

Proprietario: Michele Ranieri
Possibilità di visitare l’azienda (si o no; se sì indicare in quali giorni): sempre (previa telefonata)
Eventuali strutture ricettive (tipologia e n° posti): no
Descrizione del nucleo famigliare e loro coinvolgimento nelle attività agricole (descrizione sintetica): Michele Ranieri: proprietario, conduttore azienda in tutte le fasi di lavorazione vigna, cantina e commercializzazione. Rodolfo Ranieri (padre di Michele): conduttore azienda in lavorazione vigna e cantina

Superficie coltivata totale (ettari): 5ha
Superficie coltivata a vigneto: 4ha
Altre colture (quali): olivo, carciofo (uso famigliare), alberi da frutta (uso famigliare), orto invernale e estivo (uso famigliare)
Eventuali prodotti acquistabili in azienda: vino (esclusivamente in bottiglia)
Proprietà dei terreni (se una parte in affitto, specificarne l’estensione): tutti i terreni

Enologo o responsabile di cantina (se consulente, specificarlo): Graziana Grassini (consulente)
Agronomo o responsabile conduzione agricola (se consulente, specificarlo): Gabriele Cesolini (consulente)
Lavoratori fissi (indicare il numero): nessuno
Lavoratori stagionali (indicare il numero): nessuno
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori fissi:
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori stagionali:
Ricorso a lavoro interinale (si o no, frequenza): no

Vini prodotti (Denominazione e cru o nome di fantasia):
Senziente (sangiovese, merlot, cabernet sauvignon) igt toscana rosso
Sardonico (trebbiano, viognier, manzoni) igt toscana bianco
Maremma Toscana doc Solo Viognier
Solo Sangiovese igt Toscana

(la linea Solo, comprende un vino bianco e uno rosso in purezza. Il vino imbottigliato sarà quello che riteniamo essere la miglior espressione monovarietale della stagione, selezionato tra i 3 vitigni bianchi e i 3 vitigni rossi che coltiviamo, pertanto soggetto a variare di anno in anno)

Numero totale di bottiglie prodotte (mediamente): attualmente 13.000 che cresceranno nei prossimi anni fino a 20.000
Vendita diretta in azienda (specificare si o no): si
Vendita nella media e/o grande distribuzione (specificare si o no e se si in quali catene): no
Totale vendite ultimo anno (solo vino, fatturato e vendita diretta): € 45.000 circa nel 2015

Una breve storia dell’azienda: L’azienda nasce come passione extra lavorativa di mio padre – Rodolfo – a metà anni 90. Agli anni 2000 risalgono le prime bottiglie, vendute principalmente ai ristoranti e alle enoteche della zona. Dal 2011 entro operativamente in azienda e dal 2012 iniziamo a impiantare nuovi vigneti e a edificare la nuova cantina.

Cenni storici e geografici sul territorio (informazioni sintetiche): Nonostante in pochi lo riconoscano, questo territorio non ha una storia vitivinicola molto antica. Le foto aeree degli anni 60 ritraggono coltivazioni di grano e altri cereali, ma ben poche vigne. E’ solo sulla scia del successo di Bolgheri che è iniziata la conversione alla viticoltura, quindi se parliamo di vitigni autoctoni è già di per se un controsenso. Tuttavia Sangiovese, Malvasia nera, Canaiolo, Trebbiano e Malvasia Bianca erano i vitigni con cui i contadini producevano il vino per la famiglia.

Il territorio è molto diversificato come microclima tra zone costiere, collinari basse e collinari alte. Le piogge annualmente sono abbastanza scarse, ma la vicinanza del mare garantisce una buona umidità sapida, soprattutto in prossimità delle coste. I terreni sono in prevalenza argillosi, aridi e poco fertili: condizioni ideali per i vitigni bordolesi come Merlot e Cabernet Sauvignon che ben si adattano ai vini intensi e potenti che queste zone ci regalano.

Condizioni ambientali del posto e dell’area di produzione (eventuali rischi ambientali):Un vantaggio della vicinanza al Golfo di Follonica è la presenza costante di venti termici provenienti da Nord Ovest che mantengono la vigna asciutta e ben protetta da attacchi fungini dovuti a ristagni di umidità. In una stagione normale (anche se gli ultimi anni mi portano a utilizzare questa parola con parsimonia) l’unico vero rischio è la peronospora tra aprile e maggio e l’oidio sul Merlot, in giugno. Tignola, cocciniglia e flavescenza dorata non costituiscono una minaccia tale da giustificare l’uso di insetticidi.

I miei principi e idealità di produttore: Sono diventato produttore di vino come scelta di vita radicale, lasciandomi alle spalle una vita in città e un lavoro ben retribuito in un’agenzia di comunicazione a Milano.

Credo che l’unica forma equilibrata e sostenibile di produzione agricola sia legata alle piccole dimensioni, concetto che mi piace estendere anche alle comunità umane.

Nel lavoro in vigna, una realtà di piccole dimensioni consente di gestire il lavoro in maniera artigianale, esaltando la qualità delle uve grazie a una grande quantità di lavoro manuale (che eseguiamo in prima persona). Il contatto costante con le viti ci consente di monitorare lo stato di salute della vigna in funzione di interventi fitosanitari efficaci al 100% e tuttavia ridotti al minimo indispensabile.

Le mie vigne circondano la casa che abito con la mia famiglia, e per questo conservo e proteggo il luogo dove vivo.

In cantina uve sane danno vini sani, intensi, unici.

Non produco vino “base”. Ogni bottiglia che produco è un cru. L’unico obbiettivo che ho come produttore è ottenere vino di grande qualità e senza compromessi. Le esigenze commerciali non devono in alcun modo interferire con la passione e il sogno che mi ha fatto scegliere una vita da contadino, da artigiano, da vignaiolo.

Ogni bottiglia di vino, che segua questi principi, sarà una diapositiva scattata su un luogo, su una stagione, su una famiglia. E quando bevi una bottiglia così bevi molto di più che una semplice bottiglia di vino.

La mia opinione sull’utilizzo di OGM: Non sono d’accordo alla diffusione di OGM, in nessun campo. La natura si basa sulla varietà delle specie che naturalmente si selezionano e si differenziano garantendo sempre una forma efficiente di equilibrio ambientale. L’introduzione di OGM sposterebbe questo equilibrio rischiando di far sparire specie “originarie” a favore di specie più resistenti e produttive create in laboratorio: gli OGM, appunto. L’apparente maggior vantaggio delle specie OGM costituisce però una grave vulnerabilità per l’ecosistema nel caso in cui si presentasse un’avversità (virus, batterio, fungo, ecc) a cui l’OGM – ormai impostosi sulle varietà “originarie” – non sia in grado di opporre adeguata resistenza o in alternativa (e questo è a mio avviso il punto cruciale) sfruttare la diversificazione genetica interna alla specie come forma estrema di resistenza e sopravvivenza della specie stessa.

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