EDITORIALE | SVANISCONO LE STELLE



«L’oscurità è stata esiliata, in una progressione rapida e travolgente, sempre più lontana. Dalle città solo pochissimi astri sono visibili, se sono abbastanza in alto da superare le sagome dei tetti, ma restano del tutto privi di sfondo, del contesto, della tessitura delle costellazioni. Dalla campagna, da un’altura o da una pianura extraurbana, la situazione è migliore, ma la parte del cielo più bassa sull’orizzonte è inghiottita dalle nebbie luminescenti emesse da agglomerati urbani anche lontani, a cui si aggiungono le luci in perenne aumento d’ogni paesello o frazione, accese per illuminare parcheggi, strade vuote, l’esterno di case in cui si vive come sotto assedio».

(Wolf Bukowski, Perché non si vedono più le stelle, 2022).


Nelle città (che si dicono) come sotto assedio stanno sparendo le stelle. Il panorama urbano metropolitano sta costruendosi intorno a orizzonti diametralmente opposti a una qualsiasi idea di vivente.
Si spengono le stelle, in gloria di economie capitaliste, di postulati algoritmici, di profitto. Si spengono tra rigenerazione, controllo, sicurezza. 
Svaniscono le stelle, svanisce la vita vera e avanza vita artificiosa, messa a reddito, mercificata.
Con le stelle, smettono di brillare i quartieri, largiti alle speculazioni di ogni sorta. 
Con le stelle smettono di brillare i luoghi del conflitto, delle occupazioni politiche, spazi sottratti all’abbandono, rivendicati e presi da chi non aveva nulla, compreso qualcosa da perdere. 
Oggi questi luoghi sono banditi dalle istituzioni cittadine, regionali, nazionali. Banditi dalle politiche, dai decreti punitivi  penali, dalla messa a bando, dall’istituzionalizzazione.
Quella grande costellazione novecentesca che ha illuminato strade e quartieri, che ha prodotto il patrimonio propulsivo che siamo, rischia di esaurirsi come supernova. 
Sono da indagare intimamente le cause, c’è da ragionare (anche collettivamente) sui processi, sulle direttive, sulle direzioni, serve farlo prima che rimanga solo il tempo di prenderne atto. 

Tra il 2025 e il 2026 abbiamo cavalcato una tessitura di costellazioni per noi del tutto nuova. 
Per rivendicare e dare continuità ai quasi vent’anni di Fiera Feroce, per dare spazio alle agricolture che in questo lungo arco di tempo abbiamo incontrato, per ribadire crucialità delle pratiche di autogestione di conflitto urbano abbiamo raggiunto nuovi margini partendo da intuizioni che in questi ultimi due anni avevano preso a germinare. Per questo siamo approdati dopo una costellazione metropolitana e periferica, tra piccole stelle, firmamento, oltre, nella provincia, nei luoghi delle agricolture e le comunità che le animano, le agitano e agiscono. Calamandrana, Pizzocorno, Abbiategrasso, Orgosolo. 

Oggi serve fare i conti con quello che è successo e che succederà, con quanto abbiamo conosciuto. 
Piccole comunità di luogo con coscienza di luogo enorme, praticano difesa di un’idea di territorio estesa, sconfinata: emergenza abitativa, speculazione energetica, resortismo, abbandono delle terre, gentrificazione.
Le stelle si spengono nelle città, in pianura e anche oltre; al loro posto costellazioni di vessilli al neon, orizzonti elettrificati, iperconnessi. Agli occhi, tra le mani, sugli schermi. 
Un crescente magma avanza mai sazio, chiede più consumi, più dati, più desertificazione. Chiede strade per la logistica delle proprie merci, terra e acqua per i propri data center.
Se un assedio è in corso è quello al nostro vivente e se un fronte di conflitto deve aprirsi deve andare contro quel verso e praticare il più possibile forme di vita autonome, coltivando scelte di discontinuità radicale. È solo questo che forse ci resta da fare per immaginare un futuro evoluto di specie. Per non finire poveri, stoccati, connessi. Per riappropriarsi di un buio che ci permetta di rivedere (le stelle).

Ci rivediamo il 28 e 29 novembre 2026 in SOS Fornace

Da L’Almanacco de La Terra Trema. Vini, cibi, cultura materiale n. 41
20 pagine | 24x34cm | Carta cyclus offset riciclata gr 100
Per ricevere e sostenere questa pubblicazione: info@laterratrema.org

 

Last modified: 6 Ago 2026

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