EDITORIALE

LA FURIA, LE TEMPESTE

Nulla è stato dato per scontato, neanche la furia, neanche le tempeste. In bocca mastichiamo ancora questa foglia di impressioni e di riflessioni.

La Terra Trema 2022 ha avuto luogo, ha inebriato testa e cuori attraversata da una marea gioiosa, pronta e consapevole che ringraziamo per la pazienza con cui ha saputo attendere, per la cura e il riguardo con cui ha partecipato.

Nel guscio di questo frutto polposo sono accadute molte cose: degustazioni, incontri, tenere relazioni, folgorazioni, momenti di confronto assembleare. Tra tutti, quello del venerdì, su colonizzazione di montagne e paesi, sulle nuove frontiere per speculazione, appropriazione culturale, sfruttamento. Lì è stato detto di mani predatorie che puntano a borghi, periferie e sperduti paesi, a governare le economie di terre di montagna, le stesse mani predatorie che hanno imbellettato città e centri storici per economie gentry espellendo il resto, togliendo persone, mettendo capitali, profitto.

Sulle pagine di questo ventisettesimo numero, siamo tornati a scriverne perché vorremmo che questa esplorazione non si fermasse, perché è cruciale, perché chi prende questi luoghi li toglie a chi li vive, li anima, li difende.

La Fiera Feroce è avvenuta in forma di festa dopo due anni di stasi, per una situazione detta emergenziale. Non è stato un riprendere le fila là dove eravamo rimaste. In mezzo alle due ultime edizioni si è piazzato l’abisso che conosciamo, l’abisso che ci ha inghiottiti tutti, per forza di cose.

Siamo più fragili, attorno i margini si sono fatti sempre più ristretti. L’emergenza ha spinto avanti, l’abbiamo detto altre volte, un sistema capitalistico finanziario e digitale insidioso, mostro a due teste, bestia immane, avvolgente di una stretta rovinosa.

Le città come Milano si sono fatte espulsive, luogo di repressione tangibile e impalpabile, c’è da farci i conti. Nel nome di una paventata insicurezza si toglie aria alle possibilità, nel nome della legge gli ambiti di azione si restringono fino a soffocare.

Riprendersi spazi e possibilità, luoghi del dirompere, dell’osare, del contravvenire, questo non è assecondare impressioni aleatorie. Si parli a chi chiede asilo e riceve lacrimogeni, si leggano le carte dei processi, si guardi alle repressioni ai cortei, alle voci di dissenso, alle galere, alla pena, ai decreti su misura, alle perquisizioni, alle guerre, ai perché e ai dove ci stanno avvicinando. Altri abissi abbiamo davanti, è per questo che serve guardarsi intorno e decidere come e con chi affrontarli. La festa, da sola, non basta, anche se la festa serve, anche se la festa aiuta.

«La vita non ha senso in questa tomba per vivi» ha scritto – tramite avvocato e medico – Alfredo Cospito dalle quattro mura di un carcere che lo ha seppellito da vivo. La sua scelta esiziale, l’accanimento inumano a lui e non solo a lui rivolto, siano monito per tutte le persone libere.


Da L’Almanacco de La Terra Trema. Vini, cibi, cultura materiale n. 27
16 pagine | 24x34cm | Carta cyclus offset riciclata gr 100 | 2 colori
Per ricevere e sostenere questa pubblicazione: info@laterratrema.org

Crediti immagine: Two finger amulet – Late Period 664–332 B.C. – Egyptian
On view at The Met Fifth Avenue in Gallery 127

Last modified: 9 Feb 2023

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