EDITORIALE

Anche questa volta ha preso forma l’occasione di incontrarsi in forma assembleare nel corso deLa Terra Trema Fiera Feroce, edizione 2023.
Quello che accade in assemblea è incontro informale tra produttrici e produttori, noi, al sabato mattina, prima che inizino la manifestazione e il suo fracasso. È adunanza sciolta, con ordine del giorno aperto alle evenienze.
Per tutte e tutti (nucleo storico, pilastri, mine vaganti, asteroidi, satelliti) è occasione di fare il punto su numerose riflessioni, di farlo a voce alta, tra e con chi partecipa a LTT, di usare bocca, orecchie e sguardo e non tastiere, non schermi, non telefoni, non smartphone. Già molto.


Le questioni affrontabili sono sempre numerose, sciorinate a profusione nel corso dell’anno: le inevitabili implicazioni della distribuzione, nel bene, nel male; l’accessibilità dei prodotti; il prezzo che è un problema per tutti; i nuovi paradigmi della produzione e del gusto; le strumentalizzazioni e le speculazioni; le pratiche; gli ostacoli; i cataclismi; le gravi siccità che si susseguono; le grandinate infauste; le mille piaghe che mordono al collo le agricolture; i modi di produzione; le mode di produzione; il libero mercato; il mercato oppresso e quello opprimente; la natura delle cose che facciamo, se ha una dimensione che è politica, sociale, commerciale, militante, festaiola, se è effimera o duratura, se è chiara a tutti.
È un dialogo non facile, di testa, di pancia e di cuore, raffreddato appena da temperature novembrine anche miti. È un confronto che mette materia sul piatto. Che chiede chi siamo, chi siete. A volte dirselo fa male, è doloroso, è faticoso. Pone di fronte bivi, sentieri e strade da scegliere.


La Terra Trema è materia impura, invereconda, si dice fecciosa, racaille, contaminata, infestante, innaturale. È così che le piace dirsi, indisciplinata e senza disciplinari. Non è camera stagna, non è zona protetta, sigillata, non è delicata e cristallina bolla. È luogo di confronto a pelle. Chi partecipa sa, deve sapere, che è e sarà luogo di confronto tra esseri diversi, ognuno col suo fare e parlare.
La natura del luogo in cui accade e dei luoghi che l’hanno voluta, occupati e autogestiti, è una differenza sostanziale, rispetto ad altro, è una posizione da tenere. Questo dovrebbe esser chiaro.

Chi siamo, chi siete. Non è facile rispondere, anche intimamente, scrutandosi addosso, dentro, sul serio. Fa male, è doloroso, è faticoso. Pone di fronte bivi, sentieri e strade da scegliere.
Fuori dall’assemblea, oltre, intorno allo spazio che l’ha accolta, orbitano cose anche più serie.
Intorno c’è un modello-città che respinge, espelle e guerreggia in nome di sponsor, grandi eventi, fondazioni bancarie e di impresa, speculazioni e profitto. Città di olimpi, di élite, de la crème.
Poco oltre, un’idea di nazione poco dissimile guida l’assalto ai territori, alle persone. Governa disastri e post disastri.
E infine, appena oltre le nostre porte, il Mediterraneo è un incendio. Un popolo, quello palestinese, è aggredito con volontà genocida dal governo israeliano col pretesto di estirpare il fondamentalismo islamico. 

Chi siamo, chi siete. Chi attraversa LTT non può (non dovrebbe) evitare di chiederselo avanti a questi oltre. Oltre la festa, la natura gioiosa che ci accoglie, i filari al tramonto, gli ulivi d’argento, l’aperitivo, la cena e il buon vino, il ronzio delle api. 

Buona parte di questo trentunesimo numero è stato scritto da vignaiole e vignaioli, da olivicoltori e agricoltori che partecipano a La Terra Trema. Questo dice qualcosa sul chi siamo, sul chi siete.

Simonetta Lorigliola, poco tempo fa, ha indicato un ritratto, tracciato da Clifford Geertz: «Con non poco successo abbiamo cercato di scuotere il mondo, tirando da sotto i piedi i tappeti, rovesciando tavolini da té, facendo esplodere petardi. Compito di altri è stato di rassicurare, il nostro quello di destabilizzare. Fra australopitechi, bricconi, consonanti avulsive, megaliti noi siamo insomma venditori ambulanti di anomalie, spacciatori di stranezze, mercanti di stupore».

Da L’Almanacco de La Terra Trema. Vini, cibi, cultura materiale n. 31
16 pagine | 24x34cm | Carta cyclus offset riciclata gr 100
Per ricevere e sostenere questa pubblicazione: info@laterratrema.org

Fotografie: Jacopo Loiodice

Last modified: 7 Feb 2024

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