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Specchio Sorella

ImpressioniL'Almanacco

Di Guido Celli
Illustrato da Tonia Erbino


I

Se noi, Sorella, siamo
dell’uno l’immagine dell’altro
premendo a noi stessi lo specchio
in cui l’altro è riflesso
quale immagine ci appartiene
fra le infinite immagini
che uno specchio all’altro specchio dona?

Siamo due e una sola persona.

***

V

Averti con me, Sorella, è come avere la percezione d’essere in un doppio gioco di specchi
in cui entrambi smarriamo
di fronte all’altro l’io del me stesso
e nell’immagine l’immagine del suo riflesso.

***

VI

Ora che ora, Sorella, siamo così, come allora
figli di quella nascita che ci partorisce ancora
io vivo la tua gravidanza nella mia a dono
di come nella metà che sei, ho potuto la donna che sono.

***

VII

Sono stato sordo, Sorella, al tuo grido incompiuto
e per quanto lo abbia nel silenzio riconosciuto
non ho fatto granché, né ho voluto
salvarti dal buco nero che ti ha perduto.
E forse ora è tardi e nulla c’è da fare
per dirti che io ho sempre saputo
che il dolore che mi aveva cresciuto
non poteva non averti appartenuto
e ti chiedo perdono se nel difendermi
non ho fatto molto per esserti d’aiuto.
E forse ora è tardi e nulla c’è più da fare
per farti sentire quanto io ti voglia amare
per farti sentire amata
per dirti il bisogno che ho di dirti
abbracciami tenendoti abbracciata.

***

IX

Nessuna fatica mi porta, Sorella
il nostro amore, nessuna incomprensione:
è, semplicemente, semplice come una mano
quando dalla fonte estrae il suo sorso d’acqua
semplice, immutato dalla fine all’inizio
non ha nulla della voragine, niente del precipizio
non è un abisso, una forra, ma una pianura
dove l’orizzonte è lo sguardo dei tuoi piedi
e l’amore non si complica con la paura.

***

XXV

Perdonati, Sorella, per tutto il male che non hai compiuto
e perdonati lo schifo del Mondo che hai veduto
perché se lo hai visto non è perché sei tu
ad avercelo e, perché in te, a riconoscerlo:
posso dirlo con certezza ed è evidente
che il Mondo ne sia così pieno da esserne ubbidiente.

Così, Sorella, perdonati per tutto lo schifo
che il Mondo cova sotto le sue illusioni
e custodisce gelosamente sotto lo strato sottile
delle sue avare, ipocrite emozioni.

Non tu, ma il Mondo è stato a tradire:
di questo puoi ma non devi soffrire.

***

XXVII

Non ci siamo mai parlati, Sorella
come si parlano gli amanti
perché parlando sperano di conoscersi.
Noi non parliamo mai perché già ci conosciamo
e non nutriamo il bisogno di vestire il nostro amore
di cose sciocche e false come le parole
dette per avvicinare ciò che è distante
per dare importanza a ciò che non è importante.

Noi non abbiamo bisogno, Sorella, di parlare, non dobbiamo
non diremmo nulla che già non sappiamo
perché la si ripete tante volte, quando non è vera
o quando l’altro non la prova, l’inutilità del ti amo.

***

XXXIII

Guardare a te, Sorella, è guardare
senza l’idea di stare a guardare:
il Mondo, il pensiero e la preoccupazione
scompaiono, smettono di controllare
il chi come e perché della mia visione.

Guardarti, Sorella, è guardare il nocciolo della questione
il nodo puro dell’immaginazione
il guardare, semplicemente il guardare
senza velo, senza finzione
la cosa che soltanto guardata appare.

Guardarti, Sorella, in definitiva è guardarmi
perché, Sorella, tu sei lo specchio
in cui il mio sguardo guardandoti si guarda
perché ciò che vedo sono io che sto guardando
l’intera nostra vita che ci riguarda.

***

XXXV

Mi chiedo, Sorella, cosa guardano i tuoi occhi
quando guardi la terribile bellezza del Mondo
quando scorgi l’oro nell’orrore della Vita
se guardi tutto come attraverso i miei occhi
oppure con i tuoi riflessi nei miei
riflessi nei tuoi in una spirale infinita.

Specchio Sorella è il terzo e ultimo atto della Trilogia della Cicatrice iniziata senza saperlo con Era solo un ragazzo e proseguita senza saperlo con Madre Materno.

Ora che la spina
s’è fatta rosa
la scena parola
il no beatrice del sì
il dolore si scarna
il discorso si sfibra
e si chiude qui

Edito nel 2021 da Sensibili alle foglie

Da L’Almanacco de La Terra Trema. Vini, cibi, cultura materiale n. 20
16 pagine | 24x34cm | Carta Nautilus Classic gr 100 | 2 colori

Last modified: 16 Mag 2021

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