Cantina Carta

Indirizzo: località Santa Lucia – 08010 Magomadas (OR)
Telefono: 3485656412
Fax:
E-mail: pierocarta75@gmail.com
Sito internet:

Proprietario: Piero Carta
Possibilità di visitare l’azienda (si o no; se sì indicare in quali giorni): No, per il momento
Eventuali strutture ricettive (tipologia e n° posti): casa vacanze estiva, 8 posti letto
Descrizione del nucleo famigliare e loro coinvolgimento nelle attività agricole (descrizione sintetica): lavoro da solo, sia in campagna che in cantina

Superficie coltivata totale (ettari): Ha 1 circa
Superficie coltivata a vigneto: Ha 1
Altre colture (quali): intorno alla vigna ed al terreno, alberi da frutta(peri, meli, aranci, ciliegi, albicocchi, nespoli, melograni, limoni, gelso) tutti rigorosamente non trattati
Eventuali prodotti acquistabili in azienda: malvasia
Proprietà dei terreni (se una parte in affitto, specificarne l’estensione): Ha ½ di proprietà, poco più di Ha ½ in gestione,

Enologo o responsabile di cantina (se consulente, specificarlo): nessun enologo
Agronomo o responsabile conduzione agricola (se consulente, specificarlo): nessun agronomo
Lavoratori fissi (indicare il numero): lavoro solo
Lavoratori stagionali (indicare il numero):

Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori fissi: 0
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori stagionali: 0
Ricorso a lavoro interinale (si o no, frequenza): no

Vini prodotti (Denominazione e cru o nome di fantasia):
Filet (100% malvasia sarda, clone bosano, ma non posso scriverlo in etichetta per ora perché non ho certificazione DOP

Numero totale di bottiglie prodotte (mediamente): imbottiglierò per la prima volta quest’anno circa 600 bottiglie causa annata siccitosa 2017
Vendita diretta (specificare se in azienda, mercati, fiere, e la percentuale):
Vendita nella media e/o grande distribuzione (specificare la percentuale e in quali catene, per esempio Coop, Eataly, ecc.):
Totale vendite ultimo anno (solo vino, fatturato e vendita diretta):

Una breve storia dell’azienda: l’azienda, in verità non è ancora sorta, nascerà i primi giorni di settembre di quest’anno, ma la vigna e la cantina hanno una storia più che trentennale.
Mio Padre, Paolo, Bosano Doc, trapiantato per motivi di lavoro a Cagliari, decise circa trenta anni fa di acquistare un terreno dove far sorgere una vigna di Malvasia, così da poter rimanere ancorato al suo amato territorio, proprio attraverso la coltivazione di una sua specificità, strettamente legata alla cultura ed alle tradizioni del luogo e familiari.
Ha sempre tenuto tanto a questa vigna e vi ha riposto tanto amore e dedizione.
Il mio rapporto con lei invece è stato, all’inizio più conflittuale. Mio Padre, infatti, avendo bisogno d’aiuto, mi obbligava ad andare con lui, spesso sottraendomi ai miei divertimenti adolescenziali. All’epoca mi pesava davvero tanto e spesso minacciavo una futura costruzione di campi da calcetto una volta diventata mia.
Anni dopo mio Babbo ebbe un ictus e non se ne poté più occupare, mi sentii in dovere di preservarla e fu amore, passione e da li in poi maturò, sempre più forte, l’idea che un giorno né avrei fatto un mestiere.
Dopo la laurea in Economia dove la tesi di laurea la feci sul “turismo esperienziale e rivalorizzazione del territorio attraverso le sue specificità”, feci un master in turismo, ed è li che decisi fermamente che piano piano sarei riuscito a creare la mia piccola azienda e che mi consentisse di portare avanti la produzione di questo fantastico prodotto nel rispetto totale della tradizione, del terroir e della natura.
Ed eccomi qui a scrivervi emozionatissimo per quello che mi sembra la realizzazione di un sogno.
(in realtà ci sono tante cose che avrei voluto scrivere, ma la storia doveva essere breve
😊)

Cenni storici e geografici sul territorio (informazioni sintetiche): Bosa, è un bellissimo borgo medievale situato tra il colle di serravalle e la valle del fiume Temo(unico navigabile in Sardegna), paese castellano ricco di storia e cultura, luogo di commerci, agricoltura ed concia delle pelli, coniava moneta ed aveva un ruolo centrale nei commerci.
La valle era particolarmente fertile per qualsiasi coltura e da sempre si coltivò la malvasia.

Condizioni ambientali del posto e dell’area di produzione (eventuali rischi ambientali): le vigne son situate sulle colline e si affacciano al mare, il clima è mite e spesso battuto da brezza di maestrale, le piogge sono pressoché regolari

I miei principi e idealità di produttore: rispetto della natura, utilizzo il metodo di agricoltura Naturale, solo zolfo e rame in vigna e nulla in cantina, anche se non escludo che in futuro potrei utilizzare piccolissime quantità di solforosa ed eventualmente le temperature controllate.
Il progetto, più ampio, è quello della rivalorizzazione del territorio attraverso le sue specificità.
Voglio rispettare la tradizione, il terroir e la nostra cultura, ma senza dimenticare che prima di tutto il vino lo faccio per me.
Non a caso il nome Filet, un ricamo fatto a telaio tipico di Bosa, tradizione portata avanti dalle donne, che ricamavano per le strade, tra le quali mia nonna, la cui immagine più viva è di lei seduta con il telaio poggiato sulle gambe
Vi è stata una chiusura del cerchio, mio nonno faceva la malvasia mia nonna ricamava il filet e la loro unione racconta una storia, almeno per me.

La mia opinione sull’utilizzo di OGM: totalmente contrario, altroché modificare dobbiamo dare la possibilità alla natura di esprimersi, che ha intelligenza, coscienza e memoria infinitamente più grande della nostra.

Comments are closed.