Preghiera arcaica delle cose

testo di Guido Celli 
immagini di Emanuele Poki

I
Il cranio d’una mucca
ha la muscolatura di un garofano bianco
e una pelliccia bianca come quella d’un massiccio di calcinaia
e un colore elastico, cattivo, come il fucile che è nella preghiera.
C’è una preghiera nell’osso in cranio della vacca
e non solo, anche la canna del fucile e la sua roccia
e un’anca, una caviglia nuda di corna.

II
Che un uccello possa esser d’ossa
è difficile cosa da credere
ed infatti le sue sono ossa di rosa
ossa di pietra pomice
metà pietra, metà cielo
metà sasso, metà volo
un quarto legno, tre quarti acqua.
Che un uccello possa sembrare sabbia
è più facile cosa da pensare
ed infatti non di roccia ma di pomice
è il suo nervo di cielo
non del tutto legno
meno della metà sasso.
Le ossa di un uccello sono
qualcosa di più simile alla sabbia
quando piove dalla tormenta
che all’argilla che c’è
nelle vertebre degli alberi.


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L’opera, di cui qui sono pubblicate le prime due stanze, tenta il recupero del sacro che agli oggetti di origine naturale le antiche comunità umane accordavano e che la nostra attuale ha del tutto smarrito. In una società non più contadina, non più nomade, non più bestiamica e bestialica, non più, quindi, legata alla terra e ai suoi rituali, al pascolo e alla sua transumanza, al bosco e al suo mistero, l’oggetto, massificato, si fa nudo e da sacro si tramuta in merce. L’opera tenta, volutamente in anacronismo, di donare a chi la disegna e a chi la scrive, a chi la legge e a chi la guarda, una ritrovata sacralità verso le cose, pregando le cose stesse di ridarci un’infanzia di sguardo sul mondo adulto nostro contemporaneo.

Guido Celli
è un poeta e nasce a Roma nel 1979, da padre romano e madre americana.
Nella vita precedente a quella di ora è stato: pugile, buttafuori, pulitore, facchino, manovale, magazziniere. Lascia alle sue spalle tre oramai antichi ricoveri psichiatrici e molti momenti difficili. Ma ce l’ha fatta, è sopravvissuto ed è qui.
Ha avuto l’onore e il privilegio di collaborare artisticamente in varie forme e ruoli con Flavio Giurato, Joe Lally (Fugazi), Arash Irandoust, Pi Greco, Fumisterie, Isola Gay Posse, Emanuele Caputo Curandero, Sara D’Uva, Daniele Aristarco, Giulia Tripoti, Luca Guidi, Saint Huck, Cian Donnelly, Emanuele Poki, Alessandro Stefanelli, Umberto Petrocelli, Lapingra, Elisa Abela, Vincenzo Drago, Marco Bartolomucci.
Ogni tanto ha pubblicato, ma poco e spesso male, nonostante abbia scritto 28 opere (fra poemi, sinfonie e quant’altro).
La rivista di Milano “L’Almanacco de La Terra Trema” lo ha preso a ben volere e in ogni suo numero ospita le sue poesie più recenti.
Ha prodotto artisticamente gli ultimi due dischi di Flavio Giurato.
Nel 2019 ha pubblicato Era solo un ragazzo. Per una pedagogia dei padri in poema per Sensibili alle Foglie.

Emanuele Poki
è un artista siciliano.

da L’Almanacco de La Terra Trema. Vini, cibi, cultura materiale n. 11
16 pagine | 24x34cm | Carta cyclus offset riciclata gr 100 | 2 colori


Last modified: 15 Aprile 2019

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