Panico, voluttà, pasti cosmici | de La Terra Trema | Un invito a scrivere nel decennale dalla morte di Gino Veronelli

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La Terra Trema anno 2014 invita a scrivere a dieci anni dalla morte di Gino Veronelli ch’accadde il 29 Novembre 2004. È un invito aperto a chiunque abbia desiderio di mandare il proprio contributo (a info@laterratrema.org nel caso si voglia).
Leggi l’invito

Elaboro una teoria sull’enogastronomia che sta avvenendo/che verrà.
Per prima cosa. Ho da decidere. Ciò su cui vale la pena concentrarsi. Riguarda me? Le tavole ben disposte che ho incrociato? Le cucine che ho gustato, i vini assaggiati, le storie dei produttori, vignaioli che ho incontrato, dei contadini, uomini e donne che ho ascoltato nei racconti di lavoro, lotta e conquista? Riguarda la t/Terra? Il rispetto che le è dovuto? Le coniugazioni culinarie di un territorio? Riguarda umori e luce? Riguarda questo? Riguarda qualcosa che è più lontano? Qualcosa che combatto e fronteggio? Chef, premiazioni, gagliardetti, menù appesi agli ingressi dei ristoranti? Destinazioni negli scaffali degli ipermercati? Padiglioni di cemento ed esposizioni universali?

Mi incastrarono in una vendita di prodotti tipici romagnoli per 15 giorni dentro uno dei più grandi Iper qui in Romagna. Mi era appena nato un bimbo, era la prima volta che facevo il babbo e quindi forse era l’ora anche di non fare più tanto il patacca ma dissi di no. Passarono 5 mesi, mi ricontatta un negozio di prodotti tipici e alla fine dico OK. Finito tutto, scopro dopo qualche giorno che la storia era sempre la stessa di quella del primo contatto! Porcavacca!! Va bè, è andata, lascio stare, ma vado a vedere i miei biscotti. Li trovo a fianco di prodotti pseudoromagnoli, prendo paura, mi rattristo pesantemente, non dormo di notte e proprio una notte mia moglie mi dice, così per dire, sarebbe da ricomprarseli tutti! Idea immensa! Da spatacco! Qualche giorno dopo arrivo all’Iper con il mio furgone, cerco i miei biscotti, su 120 confezioni ne avranno vendute 10 e so chi le ha comprate! Prendo un pacco e vado in una delle 50 casse, chiedo il prezzo e rispondono 6,90! Bene, li compro tutti!! Comincio piano piano a svuotare lo scaffale, uno per uno li appoggio in quei carrelloni immensi, intanto la cassiera ha chiamato la sicurezza, mi si affianca un tipo in divisa con pistolone e mi chiede: “Mi scusi, ma cosa sta facendo?” “Niente, a me piacciono un casino questi biscotti e me li compro tutti!!” allora ne chiamano un altro, così ne avevo uno a destra e uno a sinistra, e mi chiedono spiegazioni un po’ più dettagliate, gli faccio notare che sull’etichetta c’era scritto Marziali, e Marziali ero io, quindi io mi riporto a casa tutto, li pago, mi fate la fattura e voi continuate a vendere i vostri biscotti di sempre, non i miei! Mi sono ricomprato quasi 700 euro dei miei biscotti, passati alla cassa uno per uno e poi quando è passato l’ultimo e ho pagato il tutto con la carta di credito, ho preso quel pacco e l’ho dato alla cassiera e le ho detto: “Tò, questo te lo regalo io! Av salot ma tot!”
Daniele Marziali, fornaio, 2013

Non chiudo. Enogastronomia mi rimane parole aperta a declinazioni, malleabile, al miglior convenire delle volte e oggi, con certezza, suona come vessillo commerciale a livelli alti, altissimi, oltre che ampi, globali:

Confermati, intanto, gli obiettivi già raggiunti e quelli da raggiungere. Fino a questo momento, i rivenditori ufficiali dei biglietti Expo 2015 hanno acquistato 5 milioni di tagliandi, di cui un milione per il solo mercato cinese. Da qui alla fine dell’esposizione, il 31 ottobre del 2015, l’idea è che si riescano a piazzare altri 19 milioni di ticket. Il prezzo base è confermato a 39 euro, ma il biglietto medio – considerata la segmentazione e gli sconti previsti – si aggirerà intorno ai 22 euro. Proprio su questa cifra hanno fatto i conti gli organizzatori, che raggiungendo quota 24 milioni di ingressi contano di intascare ricavi per oltre 500 milioni di euro.
Expo 2015 Contact, 2014

Alimentazione, buon produrre, consumo sostenibile, qualità di vita/cibo/vino. Un bel parlare sommerso dallo slogan più ipocrita, impossibile, inaudito, straripante e falso Nutrire il pianeta, energia per la vita, a cui fa eco cemento invece che buone pratiche; un continuo costruire e appaltare piuttosto che un minimo ragionare intorno alla questione quotidiana cibo.
E allora la parole si fa grimaldello per scassinare, sussumere, scavalcare economie, fondi, bandi, territori, saperi e sapori, patrimoni di memorie e storie, seppur piccole, seppur locali:

Leggendo sulle pagine del nostro giornale territoriale (…) sono venuto a conoscenza di un’opportunità che sarà offerta al cuoco milanese Carlo Cracco per formare una scuola di cucina nella storica e splendida sede dell’ex Convento dell’Annunziata. Questa notizia mi ha profondamente amareggiato. Da lungo tempo professionista affermato nel campo della ristorazione con il nostro pluristellato ristorante Antica Osteria del Ponte a Cassinetta di Lugagnano, e inoltre da sempre presente e pronto a collaborare con pranzi benefici nelle varie occasioni nelle sedi abbiatensi e soprattutto impegnato fin dall’inizio a sviluppare e a dare valore alla nota manifestazione Abbiategusto divenuta ormai un grande appuntamento enogastronomico di prestigio, mi sono sentito tenuto all’oscuro da questa opportunità per la quale avrei potuto valutare la possibilità di partecipare al progetto, o dare un mio contributo di idee. (…) Mi sono sinceramente dovuto ripetere che la riconoscenza non è di questo mondo
Ezio Santin, ristoratore, 2014

Ma torno a me, a quel che mi riguarda e mi fa stare qui e per me enogastromia è cosa cara, salvezza, traccia, è soprattutto mangiarebere e riguarda ognuno diffusamente, esperienza con cui si ha a che fare, affare esistenziale, di vita e di morte. Una strada conosciuta nei dettagli anche minimi e percorsa ogni giorno:

(…) Conosco il prestigio dei negozi di gastronomia perché mio padre ci andava prima di entrare in fabbrica per arrotondare e barattava fagiani cacciati con grossi pezzi di Parmigiano Reggiano stagionato.
Paolo Bellati, La Terra Trema, 2014

Nell’ultimo anno la cucina popolare ha caratterizzato fortemente la propria ricerca gastronomica in quanto a sapori e materie prime. Piatti della tradizione mediterranea e influenze etniche apportate dai collaboratori di origine straniera, per un modello che unisce spesa a km zero e ricette dal mondo, piatti elaborati e intramontabili panini con la salamella.
Fiore all’occhiello della cucina è la relazione con i fornitori dell’hinterland milanese, spesso giovani imprenditori agricoli, che garantiscono ingredienti di altissima qualità. Una scelta in linea con le tendenze della ristorazione contemporanea più illuminata, che garantisce il giusto equilibrio dei prezzi grazie ad un’offerta variegata e a ricette che sappiano qualificare tagli di carne o prodotti di stagione considerati “poveri”.
(…) Grazie all’apertura quotidiana, la struttura è spesso il primo luogo di approccio del frequentatore dello spazio, quasi un punto informativo. La vocazione sociale e multiculturale del progetto-cucina, di chi vi lavora continuativamente o saltuariamente è da oltre vent’anni uno dei dati caratterizzanti e di primo impatto con il centro. Qui si viene per un consiglio, in cerca di aiuto, per un piatto caldo, per conoscere i servizi di assistenza esterni o interni al centro.

Cucina Pop, Leoncavallo spa, 2012

Ragiono ancora. Sui luoghi di contatto, sullo spazio che l’accoglie. Se enogastronomia è gemito di piacere, se riguarda un rapporto sensuale tra geografie e corpi, se è legge del ventre che governa, se è azione e non (solo) lógos, se è nèmó, regola nello spazio di un morso dove avviene allora?

Non bagno mai le piante, mi aspetto che la vite si autogestisca.
Marco Chinazzo, vignaiolo, 2005

Autogestire rapporti, nella natura delle cose, la vite con l’acqua, la vite con l’uomo, l’uomo con l’uomo, autogestire rapporti di scambio, non delegare, non perdersi il momento del confronto.
Perché non riesco altrove, non nei bistrot, né nei luoghi dell’eCommerce, non attraverso un portale on line potrai corrompermi, neanche in adorazione religiosa di un Padre Bio.

Enogastronomia mia, enogastronomia del quotidiano, esperienza materiale, se sei nel pomodoro, nella zucca di un orto che conosco, nel sapore narciso, nello scambio clandestino, nell’apertura curiosa della bocca, se hai il coraggio del sapore fuor di regola, se sei assaggio di terra, di piogge, di venti, sole ardente sui grappoli, se sei gioia di un raccolto, sapere di un lavoratore, di una lavoratrice, se sei la passione, il patire, la pazienza. Enogastronomia, stai qui. Non andare via.

Un pianeta della massa pari a circa un terzo della Terra viene inesorabilmente attirato verso una stella nana bianca, che lo disintegra e lo ‘fagocita’, liberando nell’atto finale di questo pasto cosmico una notevole quantità di raggi X. A ricostruire la scena dell’evento, avvenuto nell’ammasso globulare NGC 6388 che si trova nella Via Lattea, a circa 40.000 anni luce da noi, è stato un team di ricercatori guidato da Melania Del Santo (…).
Inaf, 2014

Questo sei per me, infinito pasto cosmico, energia pura ed enorme, enogastronomia, stai qui. Non andare via.

Ho praticato cibi, vini, persone che te, parola, hanno portato in alto; ne ho ricevuto, scossa, fremito, per l’odore di terra, per il pensiero alla storia, per i toni delle voci e lo scambio di sguardi. Mi hai portato qui, su questa terra tremula, mi hai insegnato che c’è un sapore diverso per il conflitto, sapore di vittoria su tutto nonostante tutto (e tutto sta per reddito, analfabetismo, esperienza, malaeducazione miei).

Che le rivoluzioni falliscano, che finiscano male, non ha mai fermato la gente, non ha mai impedito che la gente diventasse rivoluzionaria. Si mischiano cose del tutto diverse. Le situazioni in cui l’unica via d’uscita per l’uomo è diventare rivoluzionario…Anche qui, ne stiamo parlando dall’inizio, è la confusione tra «divenire» e «storia».  Se la gente diviene rivoluzionaria…
Gilles Deleuze, Abecedario, 1988

Se diverrai, se giàssei, alti cibi di un dehors o vino libero tra gli scaffali

Se ami scoprire nuovi sapori, cibi e bevande di alta qualità, Eataly ha selezionato per te proposte che ti permetteranno di vivere un’esperienza davvero unica. Scegli la proposta che preferisci, da regalare o regalarti. In ogni cofanetto troverai inoltre il libro delle 100 ricette della tradizione della cucina italiana, con prefazione di Oscar Farinetti.
Eatinerari, 2014

Enogastronomia mia, mi manchi già, non mi avrai.

La Terra Trema | Panico, Voluttà, Pasti Cosmici | 2014

 

Per  *PASTICHE. CULTURA MATERIALE ALLA VERONELLI |, Seminario Veronelli editore novembre 2014

mangiarestelle

Last modified: 20 Ott 2019

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