Luca Abbà per La Terra Trema

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Contributo scritto di Luca Abbà per l’incontro “La Terra Trema nel Capitalismo Finanziario” di Giovedì 22 novembre, in apertura a La Terra Trema 2012.

Sabbia (o terra) negli ingranaggi del potere

Purtroppo non posso essere li con voi, ma provo, con pensieri e idee scritte, a dare il mio contributo a questa iniziativa a cui sono stato invitato; per questo intanto vi ringrazio e vi auguro buone riflessioni.

Ho sempre inteso la mia esperienza all’interno della lotta No Tav in val di Susa come naturale proseguimento del mio impegno di vita verso un rapporto armonico, di rispetto e di simbiosi, con la madre terra. Non può esistere, a mio parere, una scelta di vita agricola indirizzata alla sostenibilità che prescinda dall’occuparsi di quello che la società capital-consumista sta facendo per distruggere la natura e la biodiversità del nostro pianeta. Questione sociale e ambientale sono strettamente collegate e la situazione che stiamo vivendo in questo periodo storico lo dimostra. Per questo, ormai si sta diffondendo la consapevolezza che il significato della contesa in Valsusa vada oltre alla “semplice” costruzione di un treno. In gioco ci sono interessi economici giganteschi, ma anche lo scontro tra due modi opposti di vedere il mondo e la volontà di imporre ad un territorio scelte urbanistiche che mirano ad aumentare il controllo sulle popolazioni limitando gli spazi di libertà.

Ecco perché le grandi opere portano con se un apparato di militarizzazione e repressione del dissenso. Questo sta accadendo dalle nostre parti, ma il movimento resiste e prosegue il suo cammino fatto ormai di molteplici iniziative e progetti paralleli che spaziano in diversi settori della vita politica culturale ed economica del territorio valsusino.

Il presupposto che ha reso possibile tutto ciò è il tessuto comunitario che il movimento ha ri/costruito attorno a questa lotta; lo stare insieme e il sentirsi parte di un “qualcosa” ha dato modo alle persone di esprimersi e incominciare un percorso, sì denso di problemi e difficoltà, ma anche ricco di soddisfazioni e prospettive interessanti.

Il grande insegnamento che ho vissuto e che vi porto come contributo è proprio l’importanza della costruzione dello spirito e di contesti comunitari come basi di partenza per immaginare e praticare quell’altro mondo possibile che tanto auspichiamo. Tutto ciò risulta più facile e praticabile a partire dalle lotte reali presenti sul territorio, dove il senso di emergenza dovuto a qualche progetto nocivo in arrivo o ad una forte prevaricazione rende più semplice la messa in atto di quelle forme di rottura del vivere alienato da cui prende il via il viaggio verso il cambiamento. Così è stato in Valsusa con l’esperienza dei presidi, nei blocchi e dietro alle barricate, ma ciò si può anche notare un po’ ovunque dove nascono e crescono le lotte.

Quindi se da un lato non possiamo esimerci di portare avanti buone pratiche quotidiane e progetti per l’alternativa, in parallelo non ci resta che mettere sabbia (o terra) negli ingranaggi del potere.

Buona fortuna a tutti noi!

Luca Abbà

Cels-Valsusa 22 novembre 2012

"Innamorandosi del Monviso", foto di Valentina Perniciaro

Last modified: 20 Ott 2019

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