Resistenza popolare

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VALSUSA 3 LUGLIO 2011

La rabbia diventa ribellione, anche fisica,  quando lo Stato vuole distruggere i territori, nega diritti e esercita violenza

Siamo stati in Valsusa domenica 3 luglio.
Ci siamo stati per supportare una battaglia (quella del NO alla TAV) che sentiamo anche nostra.
Ci siamo stati per  attraversare un territorio resistente e dei movimenti che immaginano e sperimentano uno sviluppo economico, sociale e politico differente.

L’aria in montagna era frizzante, il cielo azzurro e il sole picchiava forte.
I Valsusini ci hanno scaldato il cuore e i nostri occhi in mezzo a quella gente e a quelle montagne brillavano ancor prima dell’inizio del lancio, vigliacco e infame, dei lacrimogeni di polizia e carabinieri.
Siamo partiti dalla frequentazione quotidiana e vitale di un territorio specifico che si estende a una manciata di chilometri a sud-ovest di Milano.

Siamo partiti dalla frequentazione quotidiana dell’agricoltura critica di qualità italiana: contadini, allevatori, piccoli produttori che resitono quotidianamente alle tonnellate di cemento di progetti infrastrutturali e urbanistici che fanno gli interessi di pochi speculatori.
Anche per questo ci stanno a cuore le vigne dell’Avanà di Chiomonte diventate territorio occupato dalle forze di polizia italiana dopo l’operazione militare che il 27 giugno ha portato allo sgombero della “Libera Repubblica della Maddalena”.

Eravamo in tanti in Valsusa.
Con storie, culture e stili differenti.
Lassù ad assediare il cantiere c’erano i valligiani e i ” forestieri”,  i figli dei valligiani e qualche padre, i vecchi indicavano ai giovani i sentieri nel bosco,  c’erano anche bambini  piccoli, piccolissimi acompagnati dalle loro mamme e dalle loro nonne e le signore, incazzate nere per la terra espropriata,  avevano rispetto per  i “ragazzi venuti da fuori”. Si, ci chiamavano così.

E’ molto più facile, più tranquillizzante e strumentale , raccontare la storia dei violenti visto che i sì-Tav di solito hanno poco da dire  quando si entra nello specifico della questione con dei numeri, delle ragioni, dei dati, degli argomenti tecnici ed economici, della gente che si oppone pacificamente da 20 anni.
Basta osservare come erano tutti ben pronti i dirigenti del PD a condannare “le violenze e i violenti”  senza entrare nel merito della questione e senza citare, ad esempio,  i tanti sindaci in corteo.
I professionisti della politica non lo capiscono, non vogliono capire. Temono e non possono accettare l’autorganizzazione popolare.
Vergognosi i media. Anche e soprattutto quelli “di sinistra”.
In Valsusa il 3 luglio abbiamo assistito all’ennesima negazione del diritto di decidere del  proprio futuro e di quello del proprio territorio.

Da una parte – quella dello stato e delle sue forze dell’ordine- abbiamo visto esercitare  sopprusi e violenze. Esercitate in modo tecnico e indiscriminato.
Dall’altra parte solo gioia, rabbia e dignità.
Dall’altra parte solo resistenza.
Resistenza popolare.

LA TERRA TREMA / Folletto 25603 / Abbiategrasso (MI)

Racconto della giornata
http://www.laterratrema.org/2011/07/racconto-dalla-val-susa/

Lettera al presidente Giorgio Napolitano
http://www.laterratrema.org/2011/07/illustrissimo-presidente-giorgio-napolitano/

La grande balla dei black bloc in Val di Susa – di Fabrizio Tassi
http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/05/ fabrizio-tassi-la-grande-balla-dei-black-bloc-in-val-di-susa/

Last modified: 20 Ott 2019

One Response to " Resistenza popolare "

  1. […] approfondire: – Racconto dalla Val Susa – Comunicato sul 3 luglio in Val Susa categorie: News e Comunicati scritto da zzz il 27 gennaio 2012 […]

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