A sarà düra! Storie di vita e di militanza NO TAV | Folletto25603 12 aprile 2013 | h. 21.00

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Venerdì 12 aprile 2013 | h. 21.00
in via Lattuada | Parco della folletta |Abbiategrasso | Milano
LA TERRA TREMA e FOLLETTO25603 presentano:

A SARA’ DURA
Storie di vita e di militanza NO TAV
Un libro edito da DERIVEAPPRODI e curato da csoa ASKATASUNA

partecipano:
CSOA ASKATASUNA
NUNATAK | Rivista di storie, culture, lotte delle montagna
DOMENICO FINIGUERRA | Cambiamo Abbiategrasso
PAGIANNUNZ | Comitato di resistenza territoriale

coordinano
Folletto 25603 | La Terra Trema

a seguire DJ set | Notav in the house:
Luca Doobie e Yashin

LA SERATA
L’idea è di sviluppare riflessioni partendo dal libro, con i suoi curatori, dalle storie di vita e di militanza No Tav, mettendole allo specchio con le esperienze, le battaglie e le progettualità innescate e legate al territorio metrolombardo ( in particolare il territorio tra il parco agricolo sud Milano e il Parco del Ticino) .
Per questo abbiamo coinvolto nella presentazione Domenico Finiguerra, ex sindaco di Cassinetta di Lugagnano, che spesso è stato in Val Susa e oggi è protagonista di una lista civica ad Abbiategrasso che vede in relazione attiva anche il Folletto 25603 . Con Domenico abbiamo condiviso belle battaglie contro infrastutture nel nostro territorio.
Ci sarà anche Nunatak, rivista e redattori con cui abbiamo dei rapporti di amicizia e da sempre ci si confronta sui temi quali agricoltura, montagna, cementificazione, territori e spazi liberati.
Ci sarnno i cittadini che fanno parte di un comitato (Paggiannunz) nato per fermare un progetto di cementificazione (palazzoni e box su un’area di grande valore sociale e ambientale) proprio nei pressi del Folletto.
Infine ci siamo noi, Folletto25603, che abbiamo sviluppato un progetto-evento che si chiama La Terra Trema, vini e vignaioli autentici, agricolture periurbane, cibo e poesia dalla terra; nato proprio per la necessità di andar contro il progetto di super strada milano-malpensa che avrebbe devastato il nostro territorio e che oggi, nella sua evoluzione, coinvolge centinaia di vignaioli e agricoltori da tutta Italia.

IL LIBRO
Da oltre un decennio, pressoché l’intera comunità della Val di Susa è mobilitata per impedire la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità. In contrapposizione a media, partiti politici, forze dell’ordine e magistratura, un grande movimento di massa non cessa di crescere e, iniziativa dopo iniziativa, consolida la consapevolezza di poter vincere.
I militanti e le militanti del Centro sociale Askatasuna – insieme ad Alberto Perino, Lele Rizzo, Giorgio Rossetto, Nicoletta Dosio, Mario Cavarnia e molti altri protagonisti della lotta no tav – raccontano le ragioni di un movimento che ha saputo costruire una diversa cooperazione sociale, produrre un’altra scienza, un sapere alternativo, una coscienza capace di tradursi in resistenza di massa.
Oggi, il movimento No Tav interpella il senso di alcune parole della politica, declinandole con nuovi significati: cos’è un’«istituzione», quando essa assume il volto della repressione di un’intera comunità? Cos’è la «democrazia», quando il parere del «maggior numero» viene del tutto ignorato? Cos’è lo «sviluppo», quando l’infrastruttura proposta è mera speculazione? Cosa sono le «risorse», quando il Tav appare come un gigantesco e insensato consumo di risorse naturali?
Per le popolazioni della valle di Susa nel conflitto no tav è anzitutto in gioco un diverso modello di società, di economia e di politica. Un modello che già vive dentro le forme di una soggettività radicale e massificata che diventa punto di riferimento e proposta di metodo per un nuovo agire sociale e politico.

Sul sito www.saradura.it trovate tutti i materiali audio, video, le interviste e le inchieste prodotte dal lavoro di conricerca svolto dalle realtà della Valsusa in lotta.
Un materiale prezioso per comprendere le modalità e le ragioni della più grande lotta di massa in corso in Italia.

UN ASSAGGIO
Non per principio, ma per la vita e l’esistenza stessa di un territorio, in Val di Susa ci si mobilita da più di un decennio per impedire la costruzione di una linea ferroviaria ad Alta Velocità. Si tratta di una comunità che ha consolidato un movimento di massa; contemporaneamente, la lotta no tav sta trasformando la comunità. Sono qui raccolte e presentate riflessioni e vissuti che provano a raccontare questa esperienza. Si vuole far conoscere il movimento osservandolo dal suo interno e allo stesso tempo ragionare sulle difficoltà e sulle possibilità future. In Val di Susa sta accadendo qualcosa di nuovo e inaspettato. In contrapposizione a quanto impongono media, partiti politici, forze dell’ordine, industriali, amministratori delegati delle imprese, cooperative di costruzione e magistratura, un movimento di massa cresce, confligge e, iniziativa dopo iniziativa, consolida la consapevolezza di poter vincere. Si tratta di un processo sovversivo perché cambia le aspettative, i comportamenti, concretizza una nuova legittimità e instaura diversi rapporti di forza. Alcuni protagonisti di queste lotte, come in un’assemblea, prendono qui la parola e intervengono sulle peculiarità e sulle prospettive di un movimento che progetta e costruisce per sé una diversa cooperazione sociale. Sono legami umani, sociali e politici che si radicano concretamente tra la popolazione di un territorio, caratterizzati e finalizzati a costruire e diffondere una contrapposizione, attiva e partecipata. Credenze, esperienze, saperi, scienza altra, coscienza antagonista e resistenza popolare si amalgamano e costruiscono una nuova cultura di parte che potenzia e motiva la lotta, modi di ragionare e di essere che insieme definiscono un punto di vista collettivo che sa contrapporsi, tenere e maturare. La contrapposizione è netta, definita, sostanziale. Questo consolida un’unità effettiva di intenti che lega e coinvolge soggettività anche molto diverse – le differenze convivono, si rispettano e si sostengono trovando possibilità per esprimersi e confrontarsi, definirsi con più solidità – ciò costituisce la forza del movimento che così si è esteso e ha espresso continuità. Proprio per queste sue caratteristiche il conflitto no tav preoccupa chi si ritiene padrone delle istituzioni. Il conflitto sociale è da questi considerato il virus da isolare e annientare perché la sua diffusione propone un’alternativa realizzabile al sistema di dominio attuale che, per garantire grandi profitti per pochi, sviluppa solo crisi, impoverimento e distruzione insensata di risorse collettive. Per le popolazioni della Val Susa il persistere del conflitto sociale genera una possibile alternativa concreta, che costruisce una diversa ricchezza: la formazione di una soggettività antagonista radicata e massificata, che diventa punto di riferimento e proposta di metodo per un nuovo agire sociale e politico. Costruisce un nuovo destino. Presentiamo in questo libro un percorso in-concluso, anzi potremmo dire che siamo ancora ai prolegomeni di una ricerca artigianale, che si differenzia e contrappone alle fabbriche, alle imprese istituzionali che producono merce-informazione, merce-conoscenza e merce-scienza per sostenere logiche di consenso per il sistema, accumulazione di denaro e privilegi. Si propone di iniziare delle attività per la costruzione di saperi utili per qualcosa come una trasformazione radicale dell’esistente. Si tratta di produrre armi necessarie per poterci muovere e per combattere politicamente nel territorio sociale. Sono dei testi in-conclusi che hanno l’ambizione non solo di essere letti, ma di essere usati da chiunque pensi o sogni un altro mondo diverso da quello plasmato dal capitalismo. Ragionamenti collettivi per fornire degli strumenti da maneggiare, utilizzare, criticare e perfezionare, non per accattivare, non per propagandare o esibire cultura. Teoria per e nella prassi.

Last modified: 20 Ott 2019

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