5-6 maggio / Enodissidenze. Dalla parte delle Radici a Torino

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Segnaliamo a Torino

Domenica 6 maggio, ore 10:30

Le Casematte di un’altra economia – tavola rotonda

“Nuovo modello di sviluppo” è un mantra che viene ripetuto ovunque. Lo si sente dire al tempo stesso da classi dirigenti ora più sobrie e dai movimenti di tutto il mondo. Dietro lo slogan si celano, a seconda di chi lo pronuncia, soluzioni radicalmente diverse. Cosa significa per gli spazi sociali ragionare su di un diverso modello di sviluppo? Nella pratica quale ruolo possono avere nel modificare gli stili di vita, il modo di consumare, nel creare circuiti di un’economia altra?

La rivoluzione non è un pranzo di gala (cit.), lo sappiamo, ma una rivoluzione senza un ballo non è la nostra rivoluzione (cit.).

La terra, le sue storie, i suoi prodotti sono un bene comune: raccontano che un mondo diverso è possibile, contengono i germi di una rivoluzione, indicano una via d’uscita dalla crisi.

Abbiamo deciso di dare vita a Enodissidenze per raccontare queste cose portando una festa contadina nel cuore della città. Lo faremo puntando sulla forza comunicativa del vino, ma anche concedendo spazio a produzioni agricole meno avvezze alla luce dei riflettori: contadini liberi e critici, accomunati dalla dimensione artigianale, dal rapporto viscerale con il loro territorio e dal rispetto per la terra.

Sarà la prima esperienza della famiglia Critical Wine a Torino e in Piemonte, un riconoscimento alla terra e all’agricoltura consapevole in una città che è il simbolo della crisi e in una regione dove i saperi contadini hanno tessuto un legame tra la cultura popolare e le più alte forme di resistenza.

Vogliamo che quelle del 5 e 6 maggio siano giornate di festa, perché la terra ci insegna che solo insieme, solo pensando “noi” anziché “io” è possibile alimentare il sogno di un mondo diverso“.

Programma, info e aggiornamenti su:

enodissidenze.org

Domenica 6 maggio, ore 10:30
Le Casematte di un’altra economia – tavola rotonda
“Nuovo modello di sviluppo” è un mantra che viene ripetuto ovunque. Lo si sente dire al tempo stesso da classi dirigenti ora più sobrie e dai movimenti di tutto il mondo. Dietro lo slogan si celano, a seconda di chi lo pronuncia, soluzioni radicalmente diverse. Cosa significa per gli spazi sociali ragionare su di un diverso modello di sviluppo? Nella pratica quale ruolo possono avere nel modificare gli stili di vita, il modo di consumare, nel creare circuiti di un’economia altra?

Last modified: 20 Ott 2019

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