Lunedì 26 maggio 2014 | Cinema Apollo, ore 20.30 | Milano

La Terra Trema accompagnerà l’anteprima milanese del film

RESISTENZA NATURALE

di Jonathan Nossiter

(2014)

 

Sono passati alcuni mesi da quando abbiamo accolto l’invito di Jonathan Nossiter ad accompagnare l’uscita a Milano del suo ultimo film Resistenza Naturale. Da molto tempo ci annusavamo, ma mai era avvenuto l’incontro. Jonathan conosceva le nostre pratiche, il nostro lavoro decennale con vignaioli e agricoltori di tutta Italia; noi conoscevamo bene il suo Mondo Vino e i protagonisti dell’ultima narrazione che si apprestava a raccontare.

Per uno scambio di esperienze di resistenza territoriale il 26 Maggio 2014 porteremo alla proiezione di Resistenza Naturale anche i vignaioli che animano e aderiscono a questo nostro progetto.

IL FILM:
“Dieci anni dopo “Mondovino“, Jonathan Nossiter torna a raccontare la bevanda alcolica più antica del mondo, questa volta attraverso la voce di quattro vignaioli naturali che hanno deciso di ribellarsi alle regole di un ordine economico e politico che non salvaguarda la biodiversità e la tipicità ma, anzi, appiattisce e omologa la produzione agro alimentare, talvolta mettendo a dura prova anche la qualità e salubrità dei prodotti. Il vino diventa così un pretesto per portare l’attenzione su tutta la catena alimentare: dalla produzione alla nostra tavola. I vignaioli naturali, avvalendosi della moderna tecnologia, restituiscono il sapore autentico e genuino del vino di una volta, esattamente come la Cineteca di Bologna e il suo direttore Gianluca Farinelli, riportando in sala “vecchi” film restaurati, danno allo spettatore del presente l’opportunità di assaporare il gusto di un passato sempre attuale. Attraverso la potenza del linguaggio documentario si dà voce a una realtà tanto bella quanto nascosta”.

 

JONATHAN NOSSITER:
“La parola crisi è un eufemismo per farci restare addormentati e impotenti. In realtà quello che stiamo vivendo è un cambiamento irreparabile nell’ordine sociale, economico e politico del mondo e chi ne viene minacciato in primis è chiunque faccia un lavoro artigianale e creativo. Questi agricoltori stanno rivestendo il ruolo contestatario che gli artisti hanno ormai perso. Loro riescono ad avere uno sguardo nel passato e nel presente ma anche nel futuro, sono dei visionari e il vino diventa un ambasciatore del loro impegno per ridare dignità alla terra e alla cultura contadina italiana. Sono dei ribelli coraggiosi, che hanno capito meglio di chiunque altro che qualsiasi sistema, istituzione o governo italiano, francese o peggio di Bruxelles non funziona perché è al servizio dei grandi poteri e non è una teoria cospirativa. Loro fanno disobbedienza nell’amore e nella gioia e ci danno un bel modello di resistenza”.

“I quattro vignaioli che racconto ne rappresentano circa 400 solo in Italia – spiega Nossiter – La loro opposizione alle regole europee o a certe insensatezze legate al marchio DOC non li porta a costituirsi come associazione, collaborano fra loro intensamente ma autonomamente.”

“La questione del prezzo poi è fondamentale. Io trovo tragico il modello di Eataly. Certo che sono felice se anche la grande industria smette di inquinare o se si vendono prodotti di qualità al grande pubblico, ma mi indigna che un prodotto contadino diventi di lusso, il vendere una marmellata da 3 euro a 14. Allora si tratta di Venditaly, non Eataly: e si vende un’italietta, non l’Italia sana. Chi produce vino naturale pensa all’ecologia della terra ma anche all’ecologia antropologica, tiene i ricarichi bassi quel tanto che gli permette di vivere senza arricchirsi come banchieri. E questo li rende bersagli di un sistema che mira all’espulsione di questo ordine sovversivo, attira le ire dell’industria che li mette sotto scacco della politica, con la paura delle multe. Il problema è che bisogna stimolare un circolo virtuoso: continuare il gesto etico iniziato dal contadino e farlo diventare un gesto urbano”.

“Negli ultimi 10-15 anni, questi viticoltori naturali hanno trasformato l’idea alla base del vino, soprattutto in Francia e in Italia, ma sempre più anche altrove, mettendo in mostra il cinismo e la manipolazione chimica del vino più convenzionale.
Migliaia di agricoltori vecchi e nuovi (molti in fuga da settori lavorativi in crisi o paralizzati e stanchi della vita in città) hanno dichiarato la loro libertà nel fare il vino e praticare l’agricoltura con un profondo rispetto per la storia e la salute del luogo in cui vivono e lavorano. Questi viticoltori naturali hanno disprezzato il compromesso burocratico e cinico della certificazione di “vino biologico” (le regole di Bruxelles e degli USA sul biologico sono dettate dall’industria chimica e farmaceutica per garantire che niente possa veramente cambiare).
I “vignaioli naturali”, invece, hanno rinnovato la vita di un alimento che ha dato gioia e conforto per 8000 anni. Voltando le spalle alle regole del mercato, si sono uniti nel loro assoluto rispetto per la salute dei loro terreni, per le persone, gli animali e gli insetti che ci hanno donato la vita e per le persone che berranno il frutto del loro lavoro. Essi ritengono anche che i più bei frutti della terra dovrebbero essere democraticamente accessibili a tutti e che così debbano essere anche il prezzo dei loro vini, dei cereali, della loro frutta e verdura. (…) Questi personaggi e la loro risposta collettiva mi hanno mostrato un modello gioioso di resistenza alle norme e alle regole liberticide che colpiscono con maggior forza di giorno in giorno per preservare le corporazioni e le istituzioni nazionali e internazionali. Per me, Resistenza naturale è un messaggio d’amore al potere del cinema e dell’agricoltura come atto di gioioso dissenso. Sento questo film anche come un testamento alla gioia dell’amicizia e della famiglia, per ogni espressione di essa e per quello che trasmette: un senso di libertà di interpretazione e responsabilità, per il passato, il presente e il futuro”.

www.jonathan-nossiter.com

 

Last modified: 20 Ott 2019

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