Le Orme

Indirizzo: Via Colle della Mola 7a, 03045 Monticelli di Esperia (FR)
Telefono: 3398620385-3331697508
Fax: //
E-mail: aziendaleorme@gmail.com
Sito internet: www.vitivinicolaleorme.com (il sito aggiornato sarà presto online, per info su chi siamo visitare al momento del progetto che ha dato vita della nostra azienda www.versoilbio.wordpress.com)

Proprietario: Valentina Moretti
Possibilità di visitare l’azienda (si o no; se sì indicare in quali giorni): si, in giorni e orari da concordare
Eventuali strutture ricettive (tipologia e n° posti): //
Descrizione del nucleo famigliare e loro coinvolgimento nelle attività agricole (descrizione sintetica): Valentina Moretti, Mario Moretti (padre), Silvana Vessella (madre), Federica Moretti (sorella).  Le attività lavorative vengono svolte della titolare dell’azienda con la collaborazione di Mario Moretti, Federica Moretti e Silvana Vessella in qualità di coadiuvanti familiari.

Superficie coltivata totale (ettari): 4, 5 ha
Superficie coltivata a vigneto: 1, 5 ha
Altre colture (quali): Ortaggi (patate, peperone DOP di Pontecorvo, fagioli Cannellini, broccoletti, cavoli ecc.)
Eventuali prodotti acquistabili in azienda: vino e ortaggi
Proprietà dei terreni (se una parte in affitto, specificarne l’estensione): 0,40 ha proprietà; 6 ha in affitto

Enologo o responsabile di cantina (se consulente, specificarlo): Amedeo Barbato delle Cantine Barbato
Agronomo o responsabile conduzione agricola (se consulente, specificarlo): //
Lavoratori fissi (indicare il numero): lavora per l’azienda l’intero nucleo familiare (sopra descritto)
Lavoratori stagionali (indicare il numero): contoterzisti per lavorazioni alla bisogna
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori fissi: titolare e coadiuvanti familiari
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori stagionali: //
Ricorso a lavoro interinale (si o no, frequenza): no

Vini prodotti (Denominazione e cru o nome di fantasia): La storia e la tradizione ci consegnano l’Ulivello nero, vitigno maggiormente diffuso nel territorio di Monticelli. Dall’ uva di Ulivello nero gli antichi Romani ricavavano il celebre vino denominato Cecubo. In epoche più recenti il vino ha preso il nome di Olivello, derivante dalla denominazione diffusa nel confinante territorio di Esperia con evidente derivazione dal nome dell’uva. In questi anni di sperimentazione mio padre ha continuato a utilizzare tale denominazione, così come si fa diffusamente in tutta la zona. Recentemente, però, abbiamo di comune accordo deciso di chiamare ‘Raspato ciociaro rosso 2018’ la prima bottiglia commercializzabile della casa vitivinicola Le Orme, facendo riferimento al nome dialettale delle uve nel territorio di Monticelli. Continuano le vinificazioni in purezza delle uve autoctone presenti nelle nostre vigne con la speranza di renderle al più presto possibile commercializzabili.
Sulla definizione di Cru si può dire che il nostro Raspato proviene esclusivamente dalle nostre vigne, site nel cuore della migliore area produttiva di Monticelli.

Numero totale di bottiglie prodotte (mediamente): Il vino è stato imbottigliato all’ occorrenza per la partecipazione ad eventi e manifestazioni varie. La produzione annua si aggira attorno ai 3/4000 lt

Vendita diretta (specificare se in azienda, mercati, fiere, e la percentuale): mercati, fiere e manifestazioni dedicate
Vendita nella media e/o grande distribuzione (specificare la percentuale e in quali catene, per esempio Coop, Eataly, ecc.): //
Totale vendite ultimo anno (solo vino, fatturato e vendita diretta): //

Una breve storia dell’azienda: Il progetto della casa vitivinicola Le Orme nasce dall’ interesse e dalla passione di mio padre per la viticoltura e per il recupero della cultura e delle tradizioni legate al suo territorio d’ origine. Dalla metà degli anni Novanta Mario prende possesso della vigna di famiglia con l’intento di portarne avanti la coltivazione. Nel tempo matura l’esperienza e la conoscenza per migliorare la qualità del prodotto base, il vino ricavato da uve di Ulivello nero. Contemporaneamente ricerca e recupera altri vitigni autoctoni, presenti nelle vigne antiche ma sconosciuti agli stessi proprietari. Tali vitigni sono stati e sono tutt’ora oggetto di studio e sperimentazione da parte dell’ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio). Presa coscienza di avere tra le mani un notevole patrimonio di biodiversità, è nato il desiderio di trasformare il tutto in attività produttiva assieme alle sue figlie.

Cenni storici e geografici sul territorio (informazioni sintetiche): Il comune di Esperia si trova nella bassa provincia di Frosinone tra il corso del fiume Liri e i centri della costa tirrenica (Formia e Gaeta). Dal punto di vista orografico è un territorio molto variegato, costituito da pianure alluvionali ai lati del fiume Liri e dei suoi affluenti, da basse colline (intorno ai 150mt di altitudine) e dalla catena dei Monti aurunci (che arrivano fino a 1500 mt di altitudine). Durante la preistoria la zona dei Monti Aurunci, che fanno da corona al territorio di Monticelli ed Esperia, fu abitata da popolazioni provenienti dall’ Anatolia che, si presume importarono nella zona l’ulivo e la vite. In epoca romana il territorio fu colonizzato e dotato di infrastrutture (insediamenti e strade) ed ebbe inizio una razionale coltivazione della vite che portò alla produzione del famoso vino Cecubo. Durante il basso medioevo il territorio fu gestito principalmente dai monaci benedettini di Montecassino. Nel periodo successivo al Cinquecento il territorio subisce una continua alternanza di dominazioni che culminano con l’affermazione dei Borboni e quindi con l’annessione al Regno delle due Sicilie. Fino al 1924 il territorio fa parte della provincia di Caserta, con denominazione “Terra di Lavoro”.

Condizioni ambientali del posto e dell’area di produzione (eventuali rischi ambientali): L’ area interessata è stata ed è tutt’ora esclusivamente a vocazione agricola. Non ci sono insediamenti industriali ed è isolata dalle grandi vie di comunicazione ferroviarie e stradali.

I miei principi e idealità di produttore: Mio padre qualche anno fa mi ha detto: ”Ho conosciuto un tempo nel quale i miei nonni e gli altri contadini strappavano alla terra i prodotti di sussistenza, con cura e fatica. Ogni angolo veniva coltivato a mano o con l’ausilio delle vacche. Se oggi guardo quegli stessi terreni vedo solo incuria e abbandono”. In questo contesto stiamo, oggi, cercando di coltivare vigne e produrre vino biologico di qualità assumendo l’imperativo di rispettare la terra e il territorio. Vorremmo, inoltre, riuscire a sensibilizzare e coinvolgere le nuove generazioni del posto, i miei coetanei, e riuscire a vivere dignitosamente con questo lavoro.

La mia opinione sull’utilizzo di OGM: Sono assolutamente contraria a ogni forma di manipolazione genetica. Penso che il recupero e un giusto utilizzo della biodiversità possa dare risultati importanti nelle coltivazioni.

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