Sul sonno della metropoli

Non si può scindere la forma di vita metropolitana dalla metropoli, non si può separare la miseria esistenziale del presente dalla forma urbanistica in cui si è costretti a vivere. Separati, sempre alla ricerca di qualcosa, impossibilitati a vivere qui e ora, in attesa perpetua di un ruolo che non arriva, di una stabilità che si sposta sempre un po’ più in là, di una presa accettabile sulle nostre vite. La metropoli esclude, ed esclude la vita, si costruisce sempre più come immagine rarefatta, ospitale solo attraverso uno schermo. E la metropoli va in campagna e la campagna torna alla metropoli.