Erbaluce di Caluso docg Falavospa

Annata: 2017

La viticoltura

Nome vigneto/i: diversi
Suolo: terreni di origine morenica con scheletro abbondante, tendenzialmente sciolti a ph acido/sub-acido
Esposizione dei filari: diversa
Altitudine: 250/300 m slm

Vitigno/i: erbaluce
Portainnesto/i: diversi
Forma di allevamento: pergola canavesana
Età media delle viti: diversa, il vigneto più giovane è del 2007 il più vecchio è degli anni 70
Densità d’impianto (ceppi/ha): diversa a seconda dell’età del vigneto. I vigneti vecchi hanno una densità molto bassa in quanto rispecchiano la tradizionale pergola canavesana con un sesto di impianto anche di 1,5/2 m sulla fila X 4/5 m sull’interfila; si tratta di una pergola “continua” che ricorda un tendone dove ogni pianta porta più cordoni permanenti sui quali si ritrovano più capi a frutto. I vigneti più recenti impiantati da noi ricordano più una pergola trentina con un sesto di impianto medio di 1,5/2m X 3m
Produzione per ceppo (kg/pianta): varia, l’erbaluce è comunque una forte produttrice capace di mantenere un certo livello qualitativo anche in presenza di grandi produzioni…
Produzione per ettaro (q/ha): non a caso il massimale della doc era 120 qli/ha abbassato a 110 qli/Ha con il passaggio a docg. Noi ci attestiamo intorno ai 70/80 qli/Ha

Trattamenti (tipologia e frequenza): essendo bio utilizziamo solo i prodotti ammessi che sono sostanzialmente prodotti di copertura (rame, zolfo, piretro, bacillus thuringiensis, spinosad). Considerato ciò il numero dei trattamenti dipende dalla pressione delle malattie e dall’andamento climatico in particolar modo dai dilavamenti effettuati dalle piogge.
Fertilizzanti (tipologia e frequenza): la concimazione avviene attraverso l’apporto di concimi al terreno tranne che per il boro che viene somministrato per via fogliare al fine di scongiurare la fisiopatia legata alla carenza di boro tipica dei nostri terreni acidi che immobilizzano tale microelemento nel terreno. In autunno si effettua ogni anno la calcitazione con un ammendante calcico/magnesiaco mentre in primavera si apporta solfato di potassio/magnesiaco e azoto organico ( quest’ultimo solo nelle zone particolarmente povere). Non si apporta fosforo in quanto i terreni ne sono naturalmente molto ricchi. Si effettuano ogni 2/3 anni controlli analitici
Data inizio vendemmia: in genere a metà settembre
Modalità di vendemmia (indicare se manuale o meccanica, e se manuale indicare se in cassetta, in cassone, in rimorchio): manuale in cassetta
Utilizzo di uve acquistate da terzi (se sì, in che percentuale): no
Certificazioni (biologica, biodinamica, altro): certificazione biologica. Ente certificatore ICEA
Eventuali notizie aggiuntive inerenti la viticoltura:

L’enologia

Modalità di diraspatura e pigiatura: diraspa pigiatrice Mori in acciaio inox
Modalità di pressatura: pressa pneumatica Bucher
Vinificatori in (materiale): vasi vinari termo-coibentati in acciaio inox
Anidride solforosa e/o acido ascorbico (quantità e momento di aggiunta): metabisolfito di potassio alla svinatura, ai travasi e all’imbottigliamento. Dosaggio deciso in base ad analisi preventiva su solforosa libera e combinata. Si punta a non superare i 70/90 mg/l di totale sulla bottiglia finita
Utilizzo di lieviti selezionati: si utilizzano lieviti selezionati con certificazione biologica. Si effettua la nutrizione con fosfato ammonico e tiamina. La fermentazione avviene a temperatura controllata (max 17/18°C). Mosto preventivamente pulito con freddo (10/12°C) ed enzimi pectolitici
Metodologia di stabilizzazione: stabilizzazione proteica, se necessaria, con bentonite. Stabilizzazione tartarica con colpo di freddo e inseminazione di cremortartaro
Filtraggi (se sì, tipologia): sì dopo stabilizzazioni con filtro a cartoni
Chiarifiche (se sì, tipologia): vedi stabilizzazione proteica

Eventuale affinamento in acciaio (durata): affinamento sulle fecce fini con batonage protratto sino al momento della stabilizzazione che precede immediatamente l’imbottigliamento. La durata dell’affinamento dipende dalle esigenze: il primo lotto in genere va preparato per Natale o subito dopo. Il secondo in genere viene preparato prima dell’estate
Eventuale affinamento in botte (tipologia, capacità e n° passaggi): no
Eventuale affinamento in bottiglia (durata): minimo sufficiente per l’armonizzazione. Sono poi i tempi di vendita a determinare la permanenza in bottiglia. Non puntiamo sull’invecchiamento: con le dosi di solforosa ridotte al minimo non ce lo possiamo permettere
Eventuali correzioni: no
Uso di mosto concentrato/mosto concentrato rettificato: no
Utilizzo di concentratore: no
Pratiche di “salasso”: no
Resa uva/vino (%): 68/70%

Numero di bottiglie prodotte: circa 6000
Tipologia bottiglia: bordolese
Tappo in (materiale): sughero (intero)

Destinazione delle vinacce: consegna a distilleria
Produzione di grappe o distillati (si o no): no
Quantità:
Luogo e modalità di distillazione:

Le caratteristiche chimiche

Titolo alcolometrico: 13,00
Acidità (g/l): 7,55
Ph:
Estratto secco (g/l): 18,60
Anidride solforosa libera (mg/l all’imbottigliamento): 25
Anidride solforosa totale (mg/l all’imbottigliamento): 70

Descrizione organolettica e libera

Il mio vino è: si potrebbero dire molte banalità scontate, posso invece riportare i caratteri che più colpiscono e cioè un carattere deciso dovuto ad una acidità fissa importante e soprattutto ad una grande sapidità legata ad una notevole ricchezza minerale. Queste caratteristiche tipiche di questo vitigno lo rendono versatile al punto da dare vita alle tre tipologie di vino previste dal relativo disciplinare della docg: il tappo raso sin qui descritto, il metodo classico e il vino passito

PREZZO SORGENTE

Relativo alla bottiglia, indicare il prezzo sorgente compreso d’iva: noi vendiamo il nostro Erbaluce in cantina ai privati a 6,0 € a bottiglia iva compresa. Quando ci spostiamo per fiere e mercatini aumentiamo in media di 1 euro.

Comments are closed.