miele

numero alveari: 300
tipi di miele prodotti e dove (ubicazione alveari): Acacia, Millefiori, Melata di Metcalfa, Reynutria japonica (Monferrato e alto vercellese), Castagno, Tiglio selvatico, Rododendro (Valsesia); millefiori (Toscana)
pratica il nomadismo: si
quantità di miele prodotta: 60-70 q.li
tipo di certificazione posseduta (biologico, biodinamico, nessuna, altre): biologica
trattamenti sanitari (principi attivi e frequenza): Timolo; Ac. ossalico + blocco di covata per 2 trattamenti all’anno; rimozione di covata
tipo di arnia: portichetto
provenienza api regine: Austria-Germania: razza Carnica
le sostituisco ogni: ad inizio stagione su qualche alveare pratico la sostituzione; introduco preferibilmente celle reali di regine certificate nei nuclei di nuova costituzione, ma molte volte lascio che si allevino la propria regina supplettiva; nel corso dell’anno avvengono parecchie sostituzioni naturali.
le allevo (quantità): circa un centinaio per fornire di celle reali i nuovi nuclei prodotti nell’anno e per qualche sostituzione programmata
le acquisto da allevatore (quantità): quando non ce la faccio, acquisto celle reali di razza Carnica

Modalità di allontanamento delle api dai melari: soffiatore
operazioni in mieleria deumidificazione miele (si/no, quando): deumidificazione dei melari in apposita stanza
disopercolatura (manuale/meccanica): manuale
tipo di estrazione (centrifuga, pigiatura, scolatura, ecc): centrifuga
uso della pompa (si/no, tipo): no, secchielli a mano
tipo di filtro usato (a sacco, a rete, ecc): sacco+rete inox

modalità di decantazione: maturatori inox
stoccaggio (fusti da 300 kg, fustini da 25 kg, vasetti): maturatori da 2, 4 e 10 q.li, fusti da 3 q.li per la vendita all’ingrosso
Max temperatura usata nel ciclo di produzione (camera calda): scaldiamo miele cristallizzato per l’invasettamento in camera calda di nuova auto-costruzione, la temperatura non supera mai i 35°C, di solito stiamo sui 30°C per una decina di ore.
invasettamento (manuale/meccanico): manuale e pneumatico

Descrizione organolettica e libera

Il mio miele è: l’acacia fatta in monferrato è più gialla di quella fatta nelle prealpi a causa dell’influenza di nettari diversi raccolti soprattutto nel periodo immediatamente precedente alla fioritura della Robinia, ma si tratta comunque di Acacia monoflora; il Tiglio è prodotto in montagna e mantiene gusto e profumo aromatico con una punta di aroma vegetale dovuto all’intrusione di polline di castagno, ma resta Tiglio monoflora, tutt’al più risulta ambrato scuro per la melata di Abete o di Tiglio raccolte nelle annate più calde; il Castagno è finalmente ottimo dopo anni in cui il cinipide del castagno ne aveva rovinato la fioritura e di conseguenza il miele; il rododendro è ricco di sentori fruttati e pungenti dovuti alla presenza di nettari e pollini di lamponi e mirtilli selvatici, a volte risulta inscurito dal raccolto di nettare di timo; il millefiori è sempre diverso, ma composto negli anni in prevalenza da Tiglio dei viali, rovo, acacia, melata di afidi, tarassaco e ravizzoni selvatici; la melata di Metcalfa è molto scura, caramellata, con sentori di affumicato e molto densa, prodotta raccogliendo la melata di Metcalfa pruinosa, la si produce nelle aree di distribuzione di questo insetto e negli ultimi anni sta diventando un miele raro quasi tipico del Piemonte sud occidentale.

 

PREZZO SORGENTE

Prezzo sorgente (vasetto da 1 kg) dei mieli indicati: Tutti a € 12, Rododendro a € 15

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