I-Tal Buffet

Indirizzo: strada San Giorgio 3/b, Casale Monferrato (AL)
Telefono: 3483620691, 0142540190
Fax: 0142540190
E-mail: marcusfree@gmail.com
Sito internet: www.italbuffet.com

Proprietario: Marco Farè
Possibilità di visitare l’azienda (si o no; se sì indicare in quali giorni): si, con appuntamento
Eventuali strutture ricettive (tipologia e n° posti): no
Descrizione del nucleo famigliare e loro coinvolgimento nelle attività agricole (descrizione sintetica): Marco, la moglie Gioia e un pochino la piccola Gemma. Marco conduce i lavori nell’orto e la trasformazione, Gioia segue la parte burocratica e aiuta Marco, Gemma supervisiona i lavori.

Estensione terreni (ha):
Superficie coltivata (ha, altitudine): 0,5 ha
Tipo di conduzione (proprietà/affitto/altro): proprietà
Tipo di coltivazione (convenzionale, integrato, biologico, biodinamico, con o senza certificazione, altre particolarità): orto sinergico, noccioleto e frutteto biologico
Eventuali società di certificazione:
Eventuale laboratorio di analisi utilizzato:

Consulenti:
Lavoratori fissi (indicare il numero): 1
Lavoratori stagionali (indicare il numero):
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori fissi: conduzione famigliare
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori stagionali:
Ricorso a lavoro interinale (si o no, frequenza): no

Vendita diretta in azienda (specificare si o no): no
Vendita nella media e/o grande distribuzione (specificare si o no e se si in quali catene, per esempio Coop, Eataly, ecc.): no
Totale vendite ultimo anno (solo ortaggi e frutta, fatturato e vendita diretta):

Una breve storia dell’azienda: La nostra storia inizia nel 2006 con la creazione del laboratorio/cucina e la messa a dimora di nuove piante da frutto nel frutteto. Nel laboratorio trasformiamo i nostri prodotti e di produttori biologici della nostra zona in piatti o conserve che poi vendiamo nei mercati bio e in occasione di banchetti. Nel 2013 dopo una permanenza di due anni in Catalunia a sperimentare la coltivazione sinergica di ortaggi torniamo in Italia e creiamo un orto sinergico nel nostro terreno adiacente al frutteto, utilizzando cosi le verdure nei nostri prodotti. Contemporaneamente partiamo con il progetto Hemp Street Food che consiste nella trasformazione dei semi di Canapa, frutto della collaborazione con la cooperativa agricola astigiana Salute Sativa, con la quale portiamo avanti esperimenti sulle varie differenze di utilizzo delle varietà di canapa alimentare in prodotti da forno come pane, pizze, biscotti, dolci e prodotti freschi come Hemp-fu, latte ecc. Lo scopo è di acquisire conoscenze specifiche in attesa di poter usare i nostri campi per la coltivazione della canapa.

Cenni storici e geografici sul territorio (informazioni sintetiche): Siamo nella zona collinare del Monferrato casalese, prettamente a vocazione agricola/vitivinicola e cerchiamo di resistere alle logiche delle colture intensive con pratiche di permacultura che difendano la biodiversità e le varietà autoctone della nostra zona.

Condizioni ambientali del posto e dell’area di produzione (eventuali rischi ambientali): La posizione collinare dei terreni e la distanza dalla città e dalle attività industriali ci permette di avere condizioni ambientali favorevoli, inoltre la pratica dell’agricoltura sinergica non prevede l’utilizzo di prodotti, nemmeno quelli consentiti nel biologico.

I miei principi e idealità di produttore: I nostri principi sono quelli di mantenere le produzioni agricole di ogni tipo a una dimensione umana, senza sfruttare e depredare la terra, bensi instaurando un rapporto più stretto tra la terra, chi produce e chi trasforma i beni. Senza intermediari e senza etichette dietro le quali nascondersi, la nostra etichetta è ciò che produciamo, ci siamo noi dietro e anche davanti.

La mia opinione sull’utilizzo di OGM: Crediamo che l’agricoltura possa sfamare il mondo ripartendo dalla profonda conoscenza della biodiversità del territorio, riprendendo le specie autoctone e lavorando sulla loro interazione. Quindi non crediamo che si possa modificare così profondamente il lavoro che la natura ha fatto in migliaia di anni, senza andare incontro a rischi di gran lunga maggiori rispetto ai benefici, come invece sta proponendo chi sostiene l’utilizzo degli ogm.

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