la terra trema

vini e vignaioli autentici, agricolture periurbane, cibo e poesia dalla terra

Nome produttore/azienda e ragione sociale: Cascina Belmonte di Di Martino Enrico

Indirizzo: Via Toppe 11, Muscoline BS
Telefono: 3335051606
Fax:
E-mail: info@cascinabelmonte.it
Sito internet: www.cascinabelmonte.it

Proprietario: Enrico Di Martino
Possibilità di visitare l’azienda (si o no; se sì indicare in quali giorni): si, meglio il sabato
Eventuali strutture ricettive (tipologia e n° posti): saletta degustazione

Superficie coltivata totale (ettari): 20
Superficie coltivata a vigneto: 6
Altre colture (quali): erba e boschi
Eventuali prodotti acquistabili in azienda: vino sfuso o in bottiglia
Proprietà dei terreni (se una parte in affitto, specificarne l’estensione): affitto 100% (da mio padre)

Enologo o responsabile di cantina (se consulente, specificarlo): Enrico Di Martino con consulenza di Nico Danesi
Agronomo o responsabile conduzione agricola (se consulente, specificarlo): Enrico Di Martino con consulenza Marco Tonni
Lavoratori fissi (indicare il numero): 2
Lavoratori stagionali (indicare il numero):
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori fissi: indeterminato
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori stagionali:
Ricorso a lavoro interinale (si o no, frequenza): no

Vini prodotti (Denominazione e cru o nome di fantasia):
Fuochi nella notte di San Giovanni igt Benaco Bresciano Rosso Riserva
Stramonia (IGT Benaco Bresciano Rosso)
Marzemino (IGT Benaco Bresciano Marzemino)
Singia (IGT Benaco Bresciano Rebo)
Le Vin en rose (Vino Rosato)
Serése (IGT Benaco Bresciano Bianco)

Numero totale di bottiglie prodotte (mediamente): 15000
Vendita diretta in azienda (specificare si o no): si
Vendita nella media e/o grande distribuzione (specificare si o no e se si  in quali catene):
Totale vendite ultimo anno (solo vino, fatturato e vendita diretta): 60000

Una breve storia dell’azienda: L’azienda si trova sulle colline dell’entroterra gardesano. Mio padre l’ha acquistata pezzo dopo pezzo seguendo la passione per i cavalli, ma purtroppo, a causa di una mia allergia, abbiamo dovuto cedere i due quarter che avevamo. Dopo qualche anno mia mamma ha cominciato a produrre vini. Io mi sono laureato in agraria nel 2008 e durante l’università ho contribuito alla crescita dell’azienda che, giorno dopo giorno, sta acquistando concretezza e personalità.

Ora abbiamo un progetto ambizioso. Rimanere una piccola azienda!

I miei principi e idealità di produttore: (riporto una lettera di presentazione che avevo scritto nel 2005. Per me è ancora valida, anzi, sempre più).

Siamo agricoltori alla prima generazione. Detto in inglese suona anche meglio, “first generation farmers”; sembra una cosa spaziale, nuova, che trasmette una sensazione tremendamente moderna. E moderno vuole essere il nostro modo di coltivare i campi, tralasciando l’aspetto produttivistico a favore di un approccio ecologico di conservazione del territorio. Questa era la mia idea iniziale quando ho cominciato a studiare agraria. Figlio di un territorio trasformato in “tabulae rasae elettrificate” e “deserti coltivati a mais”, ho trovato a farmi lezione proprio gli artefici di quel disastro che ha sfamato e sollevato un Paese dalla fame (potenza degli ossimori). Oggi quello che manca in Italia non sono più proteine e carboidrati (neppure il vino in realtà), ma territorio. Questa è la risorsa non infinita che gli agricoltori si trovano a gestire. Coltiviamo circa 20 ettari di terreno. Sei a vigneto. Dodici le varietà d’uve; sette a bacca rossa e cinque a bacca bianca. Produciamo circa 15000 bottiglie, che sono il mezzo, il sostentamento, per mantenere e migliorare i terreni di cui ci prendiamo cura. Nei prossimi anni Cascina Belmonte affronterà nuove e diverse avventure alla ricerca del vino naturale e dell’incontro con i bisogni della comunità, interpretati in una visione multicolore, come spazi verdi ricchi di biodiversità, siepi dove far correre occhi affannati, una tavola all’aperto dove assaggiare prodotti locali, notti in cui festeggiare la primavera. Alla fine di tutto questo parte del caos urbano verrà in campagna e parte della quiete di campagna andrà in città sotto forma di sensazioni e bottiglie di vino. Una sorta di fecondazione, di incontro, tra uomo e natura. Un’unione finalizzata a produrre frutti puliti, vino, ambiente e una giusta retribuzione per chi lavora e collabora all’avventura.

La mia opinione sull’utilizzo di OGM: Ritengo che sia una risorsa che non possa essere governata da interessi privati. Proprio per le potenzialità (benefiche e malefiche) che porta con se. Gli elementi per decidere cosa fare o non fare con gli OGM sono tutt’ora molto pochi e di difficile analisi. Perciò ritengo che il principio di precauzione debba assolutamente essere adottato e che bisogna fare molta ricerca PUBBLICA sull’argomento per avere elementi chiari di scelta.

Sono altresì contrario al rifiuto demagogico della ricerca scientifica. E mi riferisco con ciò non tanto alla scelta di associazioni di categoria (vedi coldiretti) o ass.culturali quali voi o slowfood, ma alla caccia alle streghe di certi partiti politici che fanno dell’oscurantismo e della paura del diverso la loro bandiera.

I VINI AUTOCERTIFICATI

Fuochi nella notte di San Giovanni igt Benaco Bresciano Rosso Riserva