Caffè Malatesta

Indirizzo: via Ettore Monti 23 23851 Galbiate (LC)
Telefono: 3405367035
Fax:
E-mail: info@caffemalatesta.org
Sito internet: www.caffemalatesta.org

“Proprietario”: Jacopo Locatelli e Nicolò Ramazzotti
Possibilità di visitare l’azienda:

Consulenti:
Lavoratori fissi (indicare il numero): 2
Lavoratori occasionali (indicare il numero): 2
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori fissi: Partita iva
Tipologia di contratto di lavoro utilizzata per i lavoratori stagionali: Collaborazione occasionale

Numero totale di kg tostati (mediamente): circa 800kg mensili
Vendita diretta (specificare se in azienda, mercati, fiere, e la percentuale):
Vendita nella media e/o grande distribuzione (specificare si o no e se si in quali catene, per esempio Coop, Eataly, ecc.): NO
Totale vendite ultimo anno (solo caffè, fatturato e vendita diretta): circa 9000kg

Una breve storia dell’azienda:
Progetto di torrefazione artigianale autogestita nato all’interno del G.A.S. La Sporta di Lecco, dove all’interno dello spazio affittato come magazzino giacevano in disuso dei macchinari artigianali per la lavorazione del caffè.
L’attività di torrefazione è cominciata circa cinque anni fa da parte di un gruppo di 6 giovani soci come progetto sperimentale per il consumo interno del gruppo d’acquisto e si è poi evoluta con la distribuzione di caffè solidale, biologico e di qualità ad altri gruppi su tutto il territorio italiano.
Il progetto Caffè Malatesta è nato come un passo in più oltre il consumo consapevole e critico, cercando di fare anche “produzione” e distribuzione in maniera autogestita, consapevole e critica

I miei principi e idealità di produttore:
Il gruppo costituisce un “Collettivo di Lavoro” autogestito che ha voluto articolare la propria attività in 5 punti fondamentali:
1. Creazione di reddito da lavoro manuale ed intellettuale ed in nessun caso di profitti o introiti incoerenti con la partecipazione e l’impegno al progetto collettivo.
2. Lavorazione di Caffè prodotti in condizioni lavorative e sociali dignitose, con particolare attenzione alle piccole realtà prive di accesso alla certificazione internazionale FairTrade.
3. Lavorazione di materie prime prodotte nel rispetto dell’ambiente e del territorio con metodi di coltivazione biologica, ricercando rapporti di fiducia con piccoli produttori privi di accesso alla certificazione riconosciuta Organic/Bio.
4. Condivisione comune, mediante una costante pratica assembleare, delle scelte e dei percorsi che il progetto intraprenderà, rifiutando la formazione di dinamiche verticistiche ed autoritarie.
5. Costante ricerca di confronto e scambio con le realtà che intendono promuovere la cultura e la pratica della solidarietà, del mutualismo e dell’autogestione.

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