La Terra Trema al lunedì sostenibile
“…..
Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
Il vino che avevo conservato nella brocca
l’ho bevuto a metà, da solo, aspettando.
Perchè hai tardato tanto?
Ma ecco sui rami, maturi, profondi
dei frutti carichi di miele.
Stavano per cadere senza essere colti
se tu avessi tardato ancora un poco.”
ispirati dalla poesia di Hazim Kikmet lunedi 22 giugno si terrà l’ 8°
LUNEDI SOSTENIBILE
network for greener cities
C/O Spazio Pervinca, viale Stelvio 52, dalle ore 21 ,
seguirà d.j. set
I Lunedi Sostenibili sono un lunedi sera al mese dedicato al verde e alla socialità, un luogo e un momento dove associazioni e persone che si occupano di verde urbano sostenibile o che vorrebbero occuparsene possono conoscersi, auto-presentarsi, illustrare i propri progetti, cercare eventuali sinergie e, tra amici, bere un buon drink o una tisana. Lunedi Sostenibili è un progetto di emina cevro vukovic con la collaborazione di francesca zorzetto e simone ugolini, vedi www.lunedisostenibili.org
Lunedi 22 giugno siamo molto felici di presentare :
Alessandro Merlo, ricercatore, responsabile per Agricoltura, Territorio e Ambiente dell’area progetti di Agrimercati, Camera di Commercio di Milano;
La terra trema www.laterratrema.org che riunisce contadini, vignaioli, allevatori, piccoli produttori, centri sociali, che quotidianamente resistono alle tonnellate di colate di asfalto e cemento abitando l’appena oltre la periferia milanese, ibrida, ancora campagne quasi metropoli.
Claudio Cristofani, architetto, proprietario e gestore di 130 orti dati in affitto alla periferia di milano, promotore di www.angoloditerra.org, ispirata a Office International de Coin de Terre e des Jardins Familiaux associazione internazionale a difesa degli orti/giardini familiari.
Alessandro Merlo Illustrerà il lavoro di Agrimercati, volano di sviluppo del territorio della camera di Commercio, e i progetti di Agrimercati a tutela della produttività sostenibile delle aree verdi a ridosso della città.
La terra Trema, porterà la sua esperienza nata dalla frequentazione quotidiana del territorio che si estende a una manciata di chilometri a sud-ovest di Milano, un ambiente geografico con una forte connotazione territoriale: due grandi parchi naturali (Parco Agricolo Sud Milano e Parco del Ticino), una radicata tradizione contadina ma luogo anche di un drastico e violento cambiamento geomorfico. Cambiamenti paesaggistici dietro ai quali stanno danni ambientali, sociali, economici, culturali. Un territorio “sfinito”. La tesi di La terra trema è che la forma metropoli (la sua attitudine divoratrice di risorse ambientali, umane, territoriali) è tra i responsabili del degrado ambientale del pianeta, della crescita esponenziale delle nuove povertà nelle periferie di tutto il mondo. Paolo di La Terra Trema illustrerà il desiderio e il modo di portare porzioni di queste opposizioni al degrado nella città, formulerà un invito ai guardiani del territorio ad uscire temporaneamente dai propri ambiti e a darsi al racconto delle proprie quotidiane resistenze.
Claudio Cristofani, esporrà, anche in base alla sua esperienza di proprietario e gestore di 130 orti di 75 metri quadratati dati in affitto nella immediarta periferia di Milano, il bisogno della città di spazi verdi da dedicare agli orti familiari e la necessità che questo bisogno sia considerato nel nuovo piano del governo della città in via di preparazione.
http://www.lunedisostenibili.org/senza-categoria/prossimo-lunedi-sostenibile/
Perù: scontri tra indios e polizia, oltre 30 morti
Sabato 6 giugno 2009 12:34
Rivolta in Amazzonia delle popolazioni indigene contro il TLC e le multinazionali petrolifere

Gli indigeni: «E’ un genocidio». In 5 mila occupano una strada per protestare contro lo sfruttamento delle risorse naturali. Dichiarato il coprifuoco
LIMA (5 giugno) - Protestano contro lo sfruttamento delle risorse naturali delle loro terre. [ guarda video ] Da dieci giorni, 5 mila indigeni occupano una strada dell’Amazzonia, a 900 chilometri a nord est di Lima. [ guarda video ] Oggi la polizia è intervenuta, anche con gli elicotteri lanciando lacrimogeni. Il bilancio, di una situazione tutta in divenire, è di oltre 30 morti e 50 feriti. Tra le vittime ci sono gli agenti. Negli incidenti sono morti anche un docente e uno studente universitario. Al momento 38 poliziotti dei reparti speciali sono stati presi in ostaggio dagli indigeni all’interno di una stazione di produzione petrolifera. Il ministro della giustizia peruviano ha appena emesso un mandato di cattura per il presidente dell’organizzazione indigena AIDESEP, Alberto Pizango. [ vedi conferenza stampa ]
Gli indigeni: è genocidio. Alberto Pizango, il massimo dirigente della comunità indigena locale di almeno diecimila membri (AIDESEP), ha accusato il governo del presidente Alan Garcia di aver perpetrato «un genocidio». Quattro delle vittime sono indigeni dell’etnia Aajun. Gli indigeni hanno occupato una zona chiamata “curva del diavolo”. Protestano in particolare contro i decreti presidenziali che consentono lo sfruttamento di parte delle risorse amazzoniche.
La polizia ha lanciato lacrimogeni. A terra i dimostranti si sono difesi dagli agenti con sassi e bastoni. Poi gli spari. Secondo la polizia sono stati i dimostrati a sparare per primi contro un elicottero. «Sono stati loro ad attaccarci con armi da fuoco come se fossimo animali o delinquenti», ha invece assicurato Pizango. Che ha anche reso noto che è stato spiccato un mandato di cattura sia per lui che per altri dirigenti e chiesto «un’indagine internazionale» su quanto è accaduto.
Il governo dichiara il coprifuoco. Il ministro degli esteri ha anticipato che il governo si appresta a dichiarare il coprifuoco in diverse località della zona, poiché i manifestanti «sono ricorsi alle armi da fuoco per attaccare la polizia e hanno saccheggiato molti negozi». Fonti della tv di Lima hanno precisato che gli indigeni sono «inferociti» per gli scontri e che hanno incendiato la sede delle autorità locali.
La rottura delle trattative. Due mesi fa la comunità indigena della provincia di Utcubamba, almeno diecimila persone, ha cominciato a protestare chiedendo al governo di derogare un pacchetto di decreti che consentono le ricerche di petrolio e di gas nello loro terre ancestrali, adducendo che vulnerano i loro diritti e contaminano l’ambiente. Protesta che hanno approfondito dieci giorni fa, occupando oleodotti e bloccando in migliaia la “Curva del diavolo”.
A Lima la vertenza è diventata il centro di un contenzioso politico, ed oggi, legislatori filogovernativi e dell’opposizione, avrebbero dovuto affrontarlo in Parlamento. Legislatori dell’opposizione hanno chiesto l’intervento della Croce Rossa «per evitare situazioni peggiori». Alan Garcia ha assicurato che dietro le proteste «vi sono interessi internazionali per impedire lo sviluppo del Perù». I dimostranti bloccano ancora strade della zona e alcuni punti degli oleodotti. Pizango ha assicurato: «Se la polizia ci attacca di nuovo, forse gli indigeni non torneranno ad occuparli».
[ galleria fotografica ] el paro amazonico
[ galleria fotografica ] da AmazonWatch.org
[ galleria fotografica del genocidio ]
video-rassegna stampa:
[ video 1 ] fonte: repubblica.it
[ video 2 ] fonte: BBCnews
[ video 3 ] fonte: selvas
[ video 3 ] fonte: CNN en español
[ video 4 ] immagini degli scontri a Bagua
Approfondimenti: Coordinamento Andino delle Comunità Indigene (CAOI)

